Diete post feste: le più cliccate

Gli italiani si rivolgono al dottor Google per il fai-da-te

Dieta chetogenica, Dukan, del gruppo sanguigno, del riso e, ultima in ordine cronologico, del ghiaccio. Nel mese di dicembre, quando gli aperitivi per farsi gli auguri impazzano, con la fetta di panettone sempre in agguato e le santificate cene, gli italiani si fanno prendere dal panico dei chili di troppo. Così finiscono per consultare ‘dottor Google‘ nella veste di dietologo fai-da-te per accedere a regimi alimentari a costo zero e sedare i sensi di colpa. Lo rivela un’analisi di Consulcesi Club in collaborazione con il portale web Sanità Informazione. Tra le diete più cliccate nel mese di dicembre spiccano la chetogenica, la Dukan, la dieta del gruppo sanguigno e quella del riso, con un picco per quella del ghiaccio. “Ma regimi alimentari caratterizzati da privazione dei carboidrati, produzione di corpi chetonici, assunzione di un unico alimento e, addirittura, induzione di termogenesi attraverso il consumo di ghiaccio, rappresentano un potenziale rischio per la salute, e non una dieta utile a migliorare benessere e forma fisica”, avvertono gli esperti di Consulcesi.

“Per contrastare la ‘concorrenza sleale’ del cosiddetto dottor Google – aggiunge Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista – i medici devono essere costantemente formati e aggiornati per fornire ai pazienti le indicazioni più adeguate sui rischi delle diete improvvisate, senza alcuna base scientifica e spesso anche dannose”. “Ognuno di noi è un essere unico e diverso dagli altri – spiega – e un modello standard di dieta uguale per tutti scontenterà sempre molti, con dimagrimenti in bruttezza a discapito della massa magra e malessere psicofisico”. Un modo per non rassegnarsi all’accumulo dell’adipe natalizio comunque esiste, rassicura Missori: “Utilizzare strategie disintossicanti nei giorni precedenti e posteriori alle feste – sottolinea – come il brodo di ossa, estratti di finocchio, zenzero e sedano o le tisane al tarassaco”.

In parole povere, fare la dieta il giorno di Natale proprio non si può, ma tenersi a bada prima e dopo è l’unico modo per non ritrovarsi il giorno della Befana con i jeans che non ne vogliono più sapere di chiudersi.

Leggi sulla Blockchain: Malta scommette per l’innovazione

Malta scommette su Blockchain, criptovalute e tecnologia DLT. L’1 novembre nell’isola sono entrate in vigore tre leggi che stabiliscono un quadro normativo per regolamentarle

Il 1° novembre a Malta sono entrate in vigore tre leggi che stabiliscono un quadro normativo che regolamenta la Blockchain, le criptovalute e la tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology) confermandosi, così, Paese capofila al mondo nella certezza giuridica in questo ambito. Proprio la necessità di una regolamentazione comune che promuova l’innovazione e, al contempo, tuteli gli investitori è stato uno degli argomenti al centro del Malta Blockchain Summit, dove è emerso che essendo Malta uno Stato membro dell’Ue, la speranza di molti investitori è che questa «ondata regolatoria» attecchisca anche nell’Unione, spingendo altre nazioni a seguire l’esempio del Paese.

«Certezza del diritto e innovazione è un binomio vincente — ha sottolineato Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Tech, compagnia attiva negli ambiti della blockchain e della cyber security —. È importante creare un framework regolatorio adatto alle evoluzioni di una tecnologia dall’impatto rivoluzionario come la Blockchain. Questo settore può e deve essere regolamentato a beneficio di consumatori ed investitori: noi lo abbiamo dimostrato grazie a ConsulCoin Cryptocurrency Fund, il primo fondo d’investimento EU regolato dedicato a cryptocurrency e tecnologia Blockchain». L’Autorità di sicurezza finanziaria di Malta, infatti, spiega una nota della società, ha recentemente rilasciato la licenza per la costituzione del fondo, realizzato in collaborazione con Mashfrog, azienda Fintech che ha lanciato la prima ICO europea su AI applicata al settore dell’advisory robotizzato.

1 Convegno Nazionale Formazione Specialistica Medica

DIRITTO AL RISARCIMENTO E PRESCRIZIONE:
LIMITI E OPPORTUNITÀ NEL DIRITTO COMUNITARIO E NELL’ORDINAMENTO ITALIANO

I diritti dei medici in primo piano al Senato. Presso la Sala Capitolare del Convento di S. Maria sopra Minerva, si svolge il primo Convegno Nazionale dal titolo “Formazione specialistica medica. Diritto al risarcimento e prescrizione: limiti e opportunità nel diritto comunitario e nell’ordinamento italiano”.

Una giornata di confronto tra illustri giuristi ed esponenti del mondo sanitario su una vertenza che dura da oltre vent’anni a causa della discriminazione patita dai medici specializzati tra il 1978 e il 2006 senza ricevere il corretto trattamento economico, nonostante fosse previsto dalle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE).
Tra i numerosi e autorevoli relatori, il Professor Guido Alpa, Ordinario di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Sapienza”, con un intervento dal titolo “Obblighi comunitari nei Trattati dell’Unione Europea e principio di responsabilità degli Stati membri per i danni causati ai singoli in conseguenza di violazioni del diritto comunitario nella giurisprudenza della CGUE”, e il Professor Bernardo Giorgio Mattarella, Ordinario di Diritto amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Luiss “Guido Carli”, che tratta il tema dell’evoluzione della disciplina della formazione medica specialistica e i relativi problemi applicativi. Spazio anche al delicato e sempre attuale tema della responsabilità professionale medico-sanitaria grazie al contributo all’Onorevole Federico Gelli, relatore della Legge 24 del 2017. Un dibattito arricchito dai preziosi contributi di esperti quali il Prof. Avv. Andrea Saccucci, Associato di Diritto internazionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; il
Dottor Enzo De Vincenzi, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione; il Prof. Avv. Sergio Di Amato, già Presidente della Terza Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione; l’Avvocato Maurizio Hazan, Fondatore e Managing Partner Studio Legale Associato Taurini & Hazan; la Professoressa Paola Frati,
Ordinario di Medicina legale presso l’Università di Roma “Sapienza”.
Un confronto che vede in prima linea il mondo accademico italiano: proprio per questo si sta sviluppando una collaborazione affinché i materiali del convegno diventino oggetto di un corso dedicato presso la Luiss School of Law.
L’evento, promosso dalla testata giornalistica Sanità Informazione e patrocinato da FNOMCeO, ENPAM, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata e Ordine degli Avvocati di Roma, analizza la vertenza anche dal punto di vista numerico attraverso i dati forniti proprio da Sanità Informazione, che in virtù della forte attenzione dedicata alla questione, è riuscita anche a fotografare la vicenda in un proprio studio: sono infatti oltre 118mila i medici coinvolti e il costo complessivo del contenzioso supera i 16 miliardi di euro.
Proprio per individuare una soluzione che coniughi il rispetto dei diritti dei medici coinvolti e l’equilibrio delle casse dello Stato, emerge la necessità di un accordo transattivo, prospettato dal Senatore Antonio De Poli attraverso un apposito disegno di legge teso a garantire il diritto dei medici e al contempo a produrre un risparmio di 5 miliardi di euro per le casse dello Stato. Proprio questo è il focus centrale della tavola rotonda in apertura dei lavori del convegno e che vede protagonisti insieme al Senatore De Poli, Questore del Senato,
anche il Senatore Pierpaolo Sileri (Presidente della Commissione Sanità), il Senatore Antonio Saccone (Commissione Bilancio), l’Onorevole Federico Gelli (responsabile del rischio in sanità di Federsanità Anci) con il contributo dell’Avvocato Marco Tortorella, specialista del contenzioso in oggetto.

I bambini temono il vaccino? I consigli della pediatra

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la pediatra Lucilla Ricottini, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli utili ai genitori per sottoporre i bimbi ai vaccini vincendo le loro paure

I vaccini sono fondamentali per proteggersi da molte malattie, ma i bambini possono avere paura al momento di farli e questo può avere come effetto collaterale anche un aumento del dolore sperimentato. Come possono, quindi, i genitori gestire al meglio il tanto temuto momento dell’iniezione? Per aiutarli, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la pediatra Lucilla Ricottini, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli, attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente”.

  1. NON PRESENTARSI IN AUMBULATORIO TROPPO IN ANTICIPO. Una volta fissato l’appuntamento, è controproducente presentarsi troppo in anticipo. L’eccessiva attesa rischia di generare ansia e nervosismo nel bambino, rendendo la vaccinazione ancora più complicata.
  2. DISTRARRE IL BAMBINO PER SCONFIGGERE LA PAURA. Un giocattolo nuovo, una canzone, leggere insieme una storia divertente: sono tutti buoni metodi per distrarre il bambino dal pensiero dell’iniezione mentre si aspetta in ambulatorio il proprio turno, soprattutto se l’attesa tende a prolungarsi.
  3. LE PAROLE SONO IMPORTANTI. Di fronte ad evidenti manifestazioni di disagio nel piccolo, vietato sgridarlo con frasi tipo “i bambini grandi non piangono” o scusarsi dicendogli “mi dispiace per ciò che ti sta accadendo”. L’unico effetto sarebbe quello di aumentare la frustrazione e l’ansia nel bimbo.
  4. IL POTERE DELLE COCCOLE E DEL DIALOGO. Il contatto fisico con la mamma, soprattutto nei neonati, ha un potere calmante. Se si tratta di bambini più grandi, è bene informarli su cosa si sta andando a fare, mantenendo sempre un atteggiamento rassicurante per non trasmettergli eventuali proprie ansie.
  5. LA FORZA DELLA FAMIGLIA. In questi casi è particolarmente vero il vecchio detto “l’unione fa la forza”: è consigliabile che a portare il bambino in ambulatorio non sia un solo genitore, ma entrambi, o comunque assieme ad altri membri della famiglia, in modo che il piccolo si senta più tranquillo e a proprio agio
  6. .L’ESPERIENZA DEL VACCINO PER SCONFIGGERE LA PAURA DEL MEDICO. Se le mamme e i papà riusciranno a gestire la vaccinazione dei loro figli nella maniera più serena possibile, ciò sarà molto utile per infondergli la fiducia necessaria a relazionarsi serenamente con i medici e il personale sanitario anche nel futuro, senza avere paura di loro.

La dottoressa Lucilla Ricottini è membro del comitato scientifico del provider ECM 2506 Sanità in- Formazione, nonché responsabile del corso FAD (Formazione a Distanza) “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente”, realizzato in partnership con Consulcesi Club e on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it. “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione.

I Convegno nazionale e formazione specialistica medica

Formazione specialistica medica. Diritto al risarcimento e prescrizione: limiti e opportunità nel diritto comunitario e nell’ordinamento italiano

I diritti dei medici in primo piano al Senato. Presso la Sala Capitolare del Convento di S. Maria sopra Minerva, si svolge il primo Convegno Nazionale dal titolo “Formazione specialistica medica. Diritto al risarcimento e prescrizione: limiti e opportunità nel diritto comunitario e nell’ordinamento italiano”. Una giornata di confronto tra illustri giuristi ed esponenti del mondo sanitario su una vertenza che dura da oltre vent’anni a causa della discriminazione patita dai medici specializzati tra il 1978 e il 2006 senza ricevere il corretto trattamento economico, nonostante fosse previsto dalle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE).

Tra i numerosi e autorevoli relatori, il Professor Guido Alpa, Ordinario di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Sapienza”, con un intervento dal titolo “Obblighi comunitari nei Trattati dell’Unione Europea e principio di responsabilità degli Stati membri per i danni causati ai singoli in conseguenza di violazioni del diritto comunitario nella giurisprudenza della CGUE”, e il Professor Bernardo Giorgio Mattarella, Ordinario di Diritto amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Luiss “Guido Carli”, che tratta il tema dell’evoluzione della disciplina della formazione medica specialistica e i relativi problemi applicativi. Spazio anche al delicato e sempre attuale tema della responsabilità professionale medico sanitaria grazie al contributo all’Onorevole Federico Gelli, relatore della Legge 24 del 2017. Un dibattito arricchito dai preziosi contributi di esperti quali il Prof. Avv. Andrea Saccucci, Associato di Diritto internazionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; il Dottor Enzo De Vincenzi, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione; il Prof. Avv. Sergio Di Amato, già Presidente della Terza Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione; l’Avvocato Maurizio Hazan, Fondatore e Managing Partner Studio Legale Associato Taurini & Hazan; la Professoressa Paola Frati, Ordinario di Medicina legale presso l’Università di Roma “Sapienza”.
Un confronto che vede in prima linea il mondo accademico italiano: proprio per questo si sta sviluppando una collaborazione affinché i materiali del convegno diventino oggetto di un corso dedicato presso la Luiss School of Law.

L’evento, promosso dalla testata giornalistica Sanità Informazione e patrocinato da FNOMCeO, ENPAM, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata e Ordine degli Avvocati di Roma, analizza la vertenza anche dal punto di vista numerico attraverso i dati forniti proprio da Sanità Informazione, che in virtù della forte attenzione dedicata alla questione, è riuscita anche a fotografare la vicenda in un proprio studio: sono infatti oltre 118mila i medici coinvolti e il costo complessivo del contenzioso supera i 16 miliardi di euro.
Proprio per individuare una soluzione che coniughi il rispetto dei diritti dei medici coinvolti e l’equilibrio delle casse dello Stato, emerge la necessità di un accordo transattivo, prospettato dal Senatore Antonio De Poli attraverso un apposito disegno di legge teso a garantire il diritto dei medici e al contempo a produrre un risparmio di 5 miliardi di euro per le casse dello Stato. Proprio questo è il focus centrale della tavola rotonda in apertura dei lavori del convegno e che vede protagonisti insieme al Senatore De Poli, Questore del Senato,
anche il Senatore Pierpaolo Sileri (Presidente della Commissione Sanità), il Senatore Antonio Saccone (Commissione Bilancio), l’Onorevole Federico Gelli (responsabile del rischio in sanità di Federsanità Anci) con il contributo dell’Avvocato Marco Tortorella, specialista del contenzioso in oggetto.

Dieta bambini estiva

“Poca frutta e verdura e troppi zuccheri!” L’allarme dei pediatri SIMPE: “il 50% dei bambini mangia male, e d’estate ancora peggio”

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Giuseppe Mele (Presidente della Società Italiana Medici Pediatri), in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli per una dieta estiva adatta a grandi e piccini, con un occhio di riguardo alla galassia delle vitamine B

La stagione estiva è sinonimo di vacanze e divertimento all’aria aperta, soprattutto per bambini e adolescenti, dopo un lungo anno passato sui banchi di scuola. Tuttavia, l’aumento delle temperature può generare inappetenza e difficoltà digestive, rendendo più difficile seguire un’alimentazione sana e regolare. Ma come mangiano i nostri bambini e, in generale, le famiglie italiane? A delineare un quadro, non del tutto positivo, è il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Giuseppe Mele (Presidente della Società Italiana Medici Pediatri), in collaborazione con Consulcesi Club attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare”.

COME MANGIANO I NOSTRI BAMBINI/RAGAZZI?

• Scarso consumo di verdura e frutta;
• Eccessivo consumo di proteine;
• Eccessivo consumo di grassi;
• Eccessivo consumo di zuccheri.

QUALI SONO LE ABITUDINI ALIMENTARI DELLE NOSTRE FAMIGLIE?

• Pasti irregolari;
• Assenza della prima colazione;
• Alimentazione spesso monotona;
• Assunzione squilibrata di micro e macro nutrienti.

Da un’indagine condotta sui pediatri è emerso che oltre il 46% dei bambini mangia male:
• Il 22,1% dei bambini segue un regime alimentare frammentario, carente e nel complesso non equilibrato;
• Il 24,5% dei bambini segue un regime alimentare del tutto squilibrato.
Tra coloro che non seguono una dieta adeguata, il 41,8% dei bambini ha oltre 10 anni, il 28,4% dei bambini ha tra i 6 e i 10 anni, il 19,5% dei bambini ha tra i 3 e i 6 anni e il 10,3% dei bambini ha tra 0 e 3 anni.

Ma quali sono gli accorgimenti per un’alimentazione sana in estate per i bambini (e gli adulti)?

FRUTTA E VERDURA IN ABBONDANZA. Verdura cruda o cotta al vapore, in modo da non perdere le sostanze nutritive, e frutta con la buccia, ricca della sua componente fibrosa, non devono mai mancare, soprattutto d’estate, per il loro apporto di vitamine B. Queste vitamine, infatti, agiscono su organi diversi del nostro corpo: le B1 e B2 migliorano l’attività dei muscoli e contrastano la sensazione di stanchezza favorendo una forma fisica ottimale, le B3 e B6 contribuiscono al rinnovamento e alla cura della pelle e, quindi, sono particolarmente indicate in estate per non rovinare la pelle con l’esposizione prolungata al sole.

NO A GRASSI E FRITTURE. Le proteine non sono sicuramente da demonizzare ma da scegliere con attenzione: meglio evitare la carne rossa, più grassa, e preferire pesce (non fritto), carne bianca e soprattutto legumi, che sono ricchi di sali minerali e vitamina B1, fondamentale per la buona funzionalità del sistema nervoso.
EVITARE LE BEVANDE GASSATE. Le bevande con le bollicine sono una tentazione irresistibile per i bambini, ma sarebbe meglio evitarle e preferire spremute d’arancia, frullati di frutta fresca e thè freddo, da preparare in casa.
SÌ AGLI SPUNTINI LEGGERI (SENZA DEMONIZZARE IL GELATO). In estate la regola è “mangiare meno, ma spesso”, offrendo ai bambini spuntini a base di frutta fresca e yogurt. Il gelato non è da demonizzare, ma sicuramente da gestire con accortezza, preferendo i gusti alla frutta rispetto alle creme che possono risultare difficili da digerire.

Il dottor Giuseppe Mele, Presidente SIMPe, è responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare”, realizzato in partnership con Consulcesi Club e on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it. “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione.

Instagram guida per i genitori: dagli hashtag pro-anoressia al ruolo degli influencer

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano un vademecum sul controverso rapporto tra il popolare social network e disturbi alimentari attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e  trattamento”

#Thinspirathion, #bodycheck, #thighgap, #boneinspiration: sono solo alcuni degli hashtag che su Instagram raccontano un mondo dove la sfida, spesso tra giovanissime, a chi mangia meno, mostra le gambe più esili o le ossa sporgenti, è ormai una realtà quotidiana. Se il popolare social network ha riconosciuto il problema già nel 2012, mettendo al bando 17 degli hashtag finiti sotto accusa per incitamento all’anoressia e alla bulimia, i ricercatori del Georgia Institute of Technology hanno individuato centinaia di varianti lessicali che sfuggono alla
censura. Ma i rischi, soprattutto per le adolescenti, non si limitano a questi fenomeni estremi: anche il ruolo dei cosiddetti “influencer” è sempre più centrale nella diffusione di parametri estetici irraggiungibili (spesso
artefatti).

In un contesto dove oltre 3 milioni di italiani soffrono di disturbi alimentari, in prevalenza donne e sempre più giovani, il provider ECM 2506 Sanità in Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida per un uso consapevole di Instagram, soprattutto tra le adolescenti attraverso il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento”.

LA CENSURA NON RISOLVE IL PROBLEMA. Oscurare siti internet e censurare hashtag può sembrare la soluzione più rapida, ma non affronta minimamente il problema del profondo disagio che è alla base di queste community virtuali. Con la repressione si ottiene solamente che si nascondano, ma il disturbo alimentare rimane inalterato. Molti dei “vecchi” blog pro-anoressia e pro-bulimia, cancellati dal web, oggi sono dei gruppi Whatsapp.

CI SI CONFRONTA SU INSTAGRAM PER SOLITUDINE. Postare slogan pro-anoressia, mostrare immagini di ragazze sempre più scheletriche, sfidarsi a chi fa scendere l’ago della bilancia più rapidamente. Sono comportamenti ai quali si arriva quando c’è già un problema di base, ci si sente soli e si cercano forme di
supporto e confronto. Instagram, che è il social network più popolari tra i giovanissimi, diventa così un mezzo per sfogare il proprio disagio, rischiando però di finire in una spirale incontrollata di consigli malsani.

NON È TUTTO ORO CIÒ CHE È FRUTTO DEI FILTRI DI INSTAGRAM. Giornali e tv hanno già contribuito a diffondere ideali estetici inaccessibili, aumentando il senso di inadeguatezza soprattutto tra donne e adolescenti: ma nell’era dei social network è inimmaginabile la pressione subìta dai giovanissimi nel confrontare
la propria immagine con quella degli altri, alla ricerca della loro approvazione. L’immediatezza delle immagini, le “stories”, la comunicazione apparentemente orizzontale tra gli influencer i loro seguaci, non rendono evidenti le strategie di chi lavora sui social, e riesce a veicolare un’immagine fittizia di perfezione che genera un disperato desiderio di emulazione.

L’UNICA ARMA È LA PREVENZIONE. Gli adolescenti di oggi sono dei “nativi digitali” e hanno a disposizione tutti gli strumenti e le conoscenze tecnologiche per confrontarsi con ciò che trovano in rete, ma non sono così preparati a livello psicologico. I genitori, al contrario, spesso sono ancora dei neofiti del web e non riescono a comprendere ciò che accade ai figli quando hanno in mano il loro smartphone. È quindi indispensabile saper cogliere i primi segnali d’allarme (utilizzo di indumenti larghi per nascondere la perdita di peso, iperattività fisica,
tendenza a mangiare da soli) per rivolgersi tempestivamente al medico, che deve essere adeguatamente formato per affrontare tutta una nuova panoramica di disturbi alimentari: non solo anoressia e bulimia, ma anche ortoressia (l’esagerata attenzione per la qualità del cibo), la drunkoressia (la restrizione delle calorie in modo da poter consumare più alcol senza aumentare di peso) e la bigoressia (la preoccupazione cronica di non essere abbastanza muscolosi che induce alla dipendenza dall’esercizio fisico).

Il dottor Stefano Lagona è responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e
trattamento”, realizzato in partnership con Consulcesi Club. “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è sviluppato in tre moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 3 crediti ECM

Blockchain e futuro della sanità: un libro a firma Andrea e Massimo Tortorella

Quello delle criptovalute è un mondo ancora forse sconosciuto ai più ma decisamente interessante e ricco di spunti. Che quella che stiamo vivendo sia una rivoluzione digitale in piena regola è cosa abbastanza nota, ciò che ignoriamo ancora però è la matrice della grande potenzialità che questa rivoluzione può avere.

Ad aiutarci a comprendere più a fondo cosa significa oggi affidarsi alle innovazioni tecnologiche del digitale ci pensa un saggio, uscito nel mese di maggio, a firma di Andrea e Massimo Tortorella, rispettivamente CEO di Consulcesi Tech e Presidente di Consulcesi Group: “Cripto-svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro”

Il libro si avvale di numerosi contributi dei più  importanti esperti del settore, come ad esempio Edward Luttwak che ne ha firmato la prefazione e Davide Casaleggio della Casaleggio Associati. Il saggio analizza la nascita delle criptovalute concentrandosi però sulla “tecnologia” attraverso cui esse “funzionano” e cioè la Blockchain, scoprendone attitudini e potenzialità del tutto nuove fruibili anche da un settore complesso ed apparentemente lontano come quello sanitario.

Durante la presentazione del libro, Massimo Tortorella si è così espresso parlando di Blockchain: “La Blockchain parte dalle criptovalute ma è alla base di una nuova rivoluzione tecnologica che avrà un impatto enorme anche in campo sanitario: pensiamo, ad esempio, ai farmaci. Oggi, milioni di farmaci contraffatti vengono venduti online.

Grazie alla Blockchain questo sarà impossibile perché l’intera filiera sarà controllata. I vantaggi che la cosiddetta ‘catena dei blocchi’ porterà all’intero sistema sanitario sono numerosissimi. Noi siamo già al lavoro grazie a Consulcesi Tech, la nostra divisione hi-tech specializzata in soluzioni all’avanguardia legate alla Blockchain“.

Ciò che gli autori del libro intendono trasmettere (anche ai profani del settore digitale) è l’idea secondo cui la tecnologia digitale al servizio della sanità è non solo auspicabile ma necessaria al fine di combattere alcune criticità che ad oggi investono l’ambiente sanitario. Ad esempio, tramite la “catena a blocchi” sarà possibile tracciare i farmaci, prevenire l’alterazione dei trial clinici, rispettare l’aderenza terapeutica e molto altro ancora.

“Cripto-svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro” è edito da Paesi Edizioni ed è stato fortemente voluto da Consulcesi Tech, spin off della Consulcesi Group, la più grande realtà europea dedicata ai professionisti del settore medico-sanitario, che include aziende leader nel settore ICT, nel digital healthcare, nell’ambito della consulenza legale e delle assicurazioni. Consulcesi Tech è leader in materia di Blockchain e Cybersecurity ed è particolarmente attiva anche nel settore del risparmio energetico. Ha ricevuto inoltre il riconoscimento dal Ministero dell’Economia della Repubblica di Moldavia come collaboratore nello sviluppo del suo Parco Tecnologico per l’Innovazione.

Causa medici specialisti 1993-2006

IL QUADRO NORMATIVO

La vicenda dei medici specialisti dal 1993 al 2006 prende origine dalle normative approvate dalla comunità europea (direttive75/362/CEE 75/363/CEE 82/76/CEE) che prevedevano una serie di linee guida per la formazione dei medici volte ad uniformare la preparazione a livello europeo, nonché a stabilire la necessità
di un’adeguata remunerazione per le prestazioni svolte.
La nuova normativa avrebbe dovuto essere attuata a partire dal 1 gennaio 1983, ma l’Italia con estremo ritardo la rese operativa solo con il d.lgs. 257 del 1991. Dunque, solo a partire dalla data di entrata in vigore di tale decreto gli specializzandi iniziarono a percepire una borsa di studio di circa 11.000 euro l’anno, adempiendo agli obblighi di frequenza obbligatoria e di monte orario minimo.
Successivamente per rendere più organica la trattazione della materia veniva emanata la direttiva quadro 93/16/CE che sostituiva tutte le precedenti con lo scopo di riorganizzare la materia. L’Italia recepiva tale direttiva e le successive che l’avevano modificata (97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE, 99/46/CE) con il d.gls.
368/99. La nuova normativa cambiava sostanzialmente le condizioni dei medici specializzandi, e prevedeva contestualmente l’abrogazione del d.lgs. 257/1991. I medici durante il corso avrebbero dovuto essere inquadrati in uno specifico contratto di formazione-lavoro (poi solo formazione) da stipularsi con l’università e, pertanto, non avrebbero più preso solamente una borsa di studio, come era accaduto sino ad allora, ma una vera e propria remunerazione comprensiva di contributi assistenziali e previdenziali, nonché il
riconoscimento dell’anzianità di carriera. Il compenso mensile avrebbe dovuto essere pari al 75% di quello ordinario previsto per il settore sanitario.
Il Decreto legislativo 368/99 rimaneva però sospeso per quasi un decennio a causa della mancanza di fondi.
Infatti, l’art. 46 infatti prevedeva che gli artt. 39 e 41 relativi alla copertura economica sarebbero entrati in vigore solo dopo l’approvazione di un’apposita normativa che autorizzava le risorse economiche. Con il successivo d.gls. 517/99 la sospensione dell’operatività degli artt. 39 e 41 veniva estesa anche agli artt. 37 e 42 bloccando così di fatto anche l’applicazione dei contratti di formazione.
Solo con la legge finanziaria del 2006 le norme sospese venivano sbloccate e dunque a partire dall’a.a. 2006/2007, con l’ulteriore recepimento della direttiva 05/36/CE (con la legge comunitaria 13 del 2007) che abrogava e sostituiva la 93/16/CE il quadro normativo era completo ed in linea con le richieste comunitarie.
Pertanto dal 2007 dopo l’approvazione di tre ulteriori Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in data 3 marzo, 6 luglio e 2 novembre l’Italia ha effettivamente recepito tutte le normative comunitarie in materia
di specializzazioni mediche.
In virtù di quanto esposto è evidente che a carico dello stato Italiano ci sia innanzitutto una responsabilità derivante dall’inadempimento degli obblighi comunitari. Le linee guida indicate dalla comunità europea sono
state attuate nel nostro paese con notevole ritardo e non nei confronti di tutti i destinatari. Inoltre, le inadempienze dello Stato hanno determinato un’evidente discriminazione a danno dei medici che dal 1993 in poi hanno percepito solo la borsa di studio da 11.000 euro, senza nemmeno la rivalutazione al tasso
annuale di inflazione. Infatti, lo svolgimento del corso di specializzazione in termini di modalità e impegni era identico a quello di coloro che si sono immatricolati a partire dal 2006, ciò nonostante questi ultimi avevano
avuto una remunerazione mensile di circa 26.000 euro e un contratto di formazione con tutti i vantaggi previdenziali e assistenziali connessi. Non si condividono le difese delle Amministrazioni secondo le quali le
previsioni del d.lgs. 368/99 modificavano il precedente regime, ma non obbligavano a renderlo uniforme con effetto retroattivo poiché l’adempimento degli obblighi comunitari era già avvenuto con il d.lgs. 257/91.
Tenuto conto del principio dell’adeguatezza del compenso stabilito dalle direttive europee, nel caso di specie con gli articoli da 37 a 39 del D.Lgs. n. 368 del 1999, in espressa attuazione della Direttiva 93/16, lo Stato italiano ha stabilito proprio quella misura di compenso adeguato, la determinazione del quale gli era stata
demandata dalla Direttiva.
Dunque il corrispettivo ivi istituito rappresenta, inoppugnabilmente, la quantificazione monetaria proprio di quell’adeguatezza alla quale allude in modo incondizionato e sufficientemente preciso la Direttiva.
Con la conseguenza che la Repubblica non poteva, da un lato rendere concretamente operante per gli specializzandi la previsione delle fonti europee in tema di diritto ad un compenso adeguato e, dall’altro, differire (esclusivamente per ragioni di compatibilità finanziaria, rese palesi dall’articolo 46 del menzionato D.Lgs. n. 368 del 1999) l’attribuzione del relativo trattamento.
In altri termini, non poteva lo Stato, il quale ha attuato e reso operante il precetto dell’adeguatezza del compenso, con la stessa legge, all’articolo 46, nonché con i successivi interventi rappresentati dal D.Lgs. n. 517 del 1999 e 266/2005, differire la corresponsione del compenso adeguato per proprie ragioni di compatibilità finanziaria (segnatamente, la capienza del fondo all’uopo destinato, istituito dall’articolo 6, comma 2, della L. 29 dicembre 1990, n. 428).

LA GIURISPRUDENZA

Numerose pronunce in questi anni hanno dato ragione ai medici specialisti 93-06 secondo tale ultima prospettazione (Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 22-04-2015, n. 8243; App. Roma Sez. lavoro, Sent., 18-02-2014, causa n.r.g. 3342/2011; Trib. L’Aquila, 20 dicembre 2013, n.r.g. 1525/2007, Corte di Appello di Roma, Sezione
I civile, sentenza n. 5566/2015 dell’08-10-2015, Corte di Appello di Torino, sentenza n. 961/2016, dell’8 giugno 2016), di contro altre decisioni sono di senso opposto. Quindi il quadro giurisprudenziale al momento non è ancora stabilmente definito e consolidato. Recentemente hanno avuto risonanza mediatica due sentenze della Corte di Cassazione che hanno rigettato la domanda di alcuni medici, le quali, tuttavia, non hanno affrontato tutte le questioni aperte dell’annosa questione.
La sentenza della Corte di Cassazione 4449/18 scaturisce da una causa incardinata per l’accertamento dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con l’Università, che tuttavia non è oggetto specifico della
stragrande maggioranza del contenzioso in atto il quale si fonda sulla inadeguata attuazione delle direttive comunitarie e sulla disparità di trattamento.
Nella successiva ordinanza n. 6355/18 della Corte Cassazione, invece, è stata affrontata solamente la questione dell’inadempimento dello stato italiano (in sostanza la Cassazione ha precisato che l’inadempimento è cessato con l’emanazione del D.lgs. 257/1991 e non riguardava le successive normative),
senza entrare nel merito delle disparità di trattamento fra i medici che dopo il 93 hanno continuato a percepire la borsa di studio e quelli che dal a.a. 2006/2007 hanno avuto il contratto di formazione.

Peraltro tale decisione e solamente la prima che affronta direttamente tale argomento, sicchè non si può sostenere che vi sia una consolidata interpretazione sulla questione dei medici specialisti 93-06.
Del resto, proprio in tema di responsabilità dello Stato per mancata attuazione delle direttive comunitarie per le specializzazioni mediche anche in altre occasioni vi sono state pronunce contrastanti fra le diverse
sezioni della Corte di Cassazione ed anche all’interno della medesima sezione, con richiesta di intervento interpretativo della CGUE.
La causa dei medici specialisti oggi è più che mai attuale e anche se il panorama giurisprudenziale non è costante e netto come quello di altre cause collettive bisogna agire per fare in modo che si affermi una giurisprudenza definitivamente favorevole. I risultati potrebbero non essere immediati, ma l’esperienza insegna che quando come in questo caso il diritto è concreto e legittimo, chi la dura la vince!

L’ATTIVITÀ FISICA GIUSTA PER OGNI TIPO DI MEDICO

Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, ed il circuito Fitness Network Italia lanciano la guida per il fitness a misura di camice bianco

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