I bambini temono il vaccino? I consigli della pediatra

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la pediatra Lucilla Ricottini, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli utili ai genitori per sottoporre i bimbi ai vaccini vincendo le loro paure

I vaccini sono fondamentali per proteggersi da molte malattie, ma i bambini possono avere paura al momento di farli e questo può avere come effetto collaterale anche un aumento del dolore sperimentato. Come possono, quindi, i genitori gestire al meglio il tanto temuto momento dell’iniezione? Per aiutarli, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la pediatra Lucilla Ricottini, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli, attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente”.

  1. NON PRESENTARSI IN AUMBULATORIO TROPPO IN ANTICIPO. Una volta fissato l’appuntamento, è controproducente presentarsi troppo in anticipo. L’eccessiva attesa rischia di generare ansia e nervosismo nel bambino, rendendo la vaccinazione ancora più complicata.
  2. DISTRARRE IL BAMBINO PER SCONFIGGERE LA PAURA. Un giocattolo nuovo, una canzone, leggere insieme una storia divertente: sono tutti buoni metodi per distrarre il bambino dal pensiero dell’iniezione mentre si aspetta in ambulatorio il proprio turno, soprattutto se l’attesa tende a prolungarsi.
  3. LE PAROLE SONO IMPORTANTI. Di fronte ad evidenti manifestazioni di disagio nel piccolo, vietato sgridarlo con frasi tipo “i bambini grandi non piangono” o scusarsi dicendogli “mi dispiace per ciò che ti sta accadendo”. L’unico effetto sarebbe quello di aumentare la frustrazione e l’ansia nel bimbo.
  4. IL POTERE DELLE COCCOLE E DEL DIALOGO. Il contatto fisico con la mamma, soprattutto nei neonati, ha un potere calmante. Se si tratta di bambini più grandi, è bene informarli su cosa si sta andando a fare, mantenendo sempre un atteggiamento rassicurante per non trasmettergli eventuali proprie ansie.
  5. LA FORZA DELLA FAMIGLIA. In questi casi è particolarmente vero il vecchio detto “l’unione fa la forza”: è consigliabile che a portare il bambino in ambulatorio non sia un solo genitore, ma entrambi, o comunque assieme ad altri membri della famiglia, in modo che il piccolo si senta più tranquillo e a proprio agio
  6. .L’ESPERIENZA DEL VACCINO PER SCONFIGGERE LA PAURA DEL MEDICO. Se le mamme e i papà riusciranno a gestire la vaccinazione dei loro figli nella maniera più serena possibile, ciò sarà molto utile per infondergli la fiducia necessaria a relazionarsi serenamente con i medici e il personale sanitario anche nel futuro, senza avere paura di loro.

La dottoressa Lucilla Ricottini è membro del comitato scientifico del provider ECM 2506 Sanità in- Formazione, nonché responsabile del corso FAD (Formazione a Distanza) “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente”, realizzato in partnership con Consulcesi Club e on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it. “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione.

I Convegno nazionale e formazione specialistica medica

Formazione specialistica medica. Diritto al risarcimento e prescrizione: limiti e opportunità nel diritto comunitario e nell’ordinamento italiano

I diritti dei medici in primo piano al Senato. Presso la Sala Capitolare del Convento di S. Maria sopra Minerva, si svolge il primo Convegno Nazionale dal titolo “Formazione specialistica medica. Diritto al risarcimento e prescrizione: limiti e opportunità nel diritto comunitario e nell’ordinamento italiano”. Una giornata di confronto tra illustri giuristi ed esponenti del mondo sanitario su una vertenza che dura da oltre vent’anni a causa della discriminazione patita dai medici specializzati tra il 1978 e il 2006 senza ricevere il corretto trattamento economico, nonostante fosse previsto dalle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE).

Tra i numerosi e autorevoli relatori, il Professor Guido Alpa, Ordinario di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Sapienza”, con un intervento dal titolo “Obblighi comunitari nei Trattati dell’Unione Europea e principio di responsabilità degli Stati membri per i danni causati ai singoli in conseguenza di violazioni del diritto comunitario nella giurisprudenza della CGUE”, e il Professor Bernardo Giorgio Mattarella, Ordinario di Diritto amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Luiss “Guido Carli”, che tratta il tema dell’evoluzione della disciplina della formazione medica specialistica e i relativi problemi applicativi. Spazio anche al delicato e sempre attuale tema della responsabilità professionale medico sanitaria grazie al contributo all’Onorevole Federico Gelli, relatore della Legge 24 del 2017. Un dibattito arricchito dai preziosi contributi di esperti quali il Prof. Avv. Andrea Saccucci, Associato di Diritto internazionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; il Dottor Enzo De Vincenzi, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione; il Prof. Avv. Sergio Di Amato, già Presidente della Terza Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione; l’Avvocato Maurizio Hazan, Fondatore e Managing Partner Studio Legale Associato Taurini & Hazan; la Professoressa Paola Frati, Ordinario di Medicina legale presso l’Università di Roma “Sapienza”.
Un confronto che vede in prima linea il mondo accademico italiano: proprio per questo si sta sviluppando una collaborazione affinché i materiali del convegno diventino oggetto di un corso dedicato presso la Luiss School of Law.

L’evento, promosso dalla testata giornalistica Sanità Informazione e patrocinato da FNOMCeO, ENPAM, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata e Ordine degli Avvocati di Roma, analizza la vertenza anche dal punto di vista numerico attraverso i dati forniti proprio da Sanità Informazione, che in virtù della forte attenzione dedicata alla questione, è riuscita anche a fotografare la vicenda in un proprio studio: sono infatti oltre 118mila i medici coinvolti e il costo complessivo del contenzioso supera i 16 miliardi di euro.
Proprio per individuare una soluzione che coniughi il rispetto dei diritti dei medici coinvolti e l’equilibrio delle casse dello Stato, emerge la necessità di un accordo transattivo, prospettato dal Senatore Antonio De Poli attraverso un apposito disegno di legge teso a garantire il diritto dei medici e al contempo a produrre un risparmio di 5 miliardi di euro per le casse dello Stato. Proprio questo è il focus centrale della tavola rotonda in apertura dei lavori del convegno e che vede protagonisti insieme al Senatore De Poli, Questore del Senato,
anche il Senatore Pierpaolo Sileri (Presidente della Commissione Sanità), il Senatore Antonio Saccone (Commissione Bilancio), l’Onorevole Federico Gelli (responsabile del rischio in sanità di Federsanità Anci) con il contributo dell’Avvocato Marco Tortorella, specialista del contenzioso in oggetto.

Causa medici specialisti 1993-2006

IL QUADRO NORMATIVO

La vicenda dei medici specialisti dal 1993 al 2006 prende origine dalle normative approvate dalla comunità europea (direttive75/362/CEE 75/363/CEE 82/76/CEE) che prevedevano una serie di linee guida per la formazione dei medici volte ad uniformare la preparazione a livello europeo, nonché a stabilire la necessità
di un’adeguata remunerazione per le prestazioni svolte.
La nuova normativa avrebbe dovuto essere attuata a partire dal 1 gennaio 1983, ma l’Italia con estremo ritardo la rese operativa solo con il d.lgs. 257 del 1991. Dunque, solo a partire dalla data di entrata in vigore di tale decreto gli specializzandi iniziarono a percepire una borsa di studio di circa 11.000 euro l’anno, adempiendo agli obblighi di frequenza obbligatoria e di monte orario minimo.
Successivamente per rendere più organica la trattazione della materia veniva emanata la direttiva quadro 93/16/CE che sostituiva tutte le precedenti con lo scopo di riorganizzare la materia. L’Italia recepiva tale direttiva e le successive che l’avevano modificata (97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE, 99/46/CE) con il d.gls.
368/99. La nuova normativa cambiava sostanzialmente le condizioni dei medici specializzandi, e prevedeva contestualmente l’abrogazione del d.lgs. 257/1991. I medici durante il corso avrebbero dovuto essere inquadrati in uno specifico contratto di formazione-lavoro (poi solo formazione) da stipularsi con l’università e, pertanto, non avrebbero più preso solamente una borsa di studio, come era accaduto sino ad allora, ma una vera e propria remunerazione comprensiva di contributi assistenziali e previdenziali, nonché il
riconoscimento dell’anzianità di carriera. Il compenso mensile avrebbe dovuto essere pari al 75% di quello ordinario previsto per il settore sanitario.
Il Decreto legislativo 368/99 rimaneva però sospeso per quasi un decennio a causa della mancanza di fondi.
Infatti, l’art. 46 infatti prevedeva che gli artt. 39 e 41 relativi alla copertura economica sarebbero entrati in vigore solo dopo l’approvazione di un’apposita normativa che autorizzava le risorse economiche. Con il successivo d.gls. 517/99 la sospensione dell’operatività degli artt. 39 e 41 veniva estesa anche agli artt. 37 e 42 bloccando così di fatto anche l’applicazione dei contratti di formazione.
Solo con la legge finanziaria del 2006 le norme sospese venivano sbloccate e dunque a partire dall’a.a. 2006/2007, con l’ulteriore recepimento della direttiva 05/36/CE (con la legge comunitaria 13 del 2007) che abrogava e sostituiva la 93/16/CE il quadro normativo era completo ed in linea con le richieste comunitarie.
Pertanto dal 2007 dopo l’approvazione di tre ulteriori Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in data 3 marzo, 6 luglio e 2 novembre l’Italia ha effettivamente recepito tutte le normative comunitarie in materia
di specializzazioni mediche.
In virtù di quanto esposto è evidente che a carico dello stato Italiano ci sia innanzitutto una responsabilità derivante dall’inadempimento degli obblighi comunitari. Le linee guida indicate dalla comunità europea sono
state attuate nel nostro paese con notevole ritardo e non nei confronti di tutti i destinatari. Inoltre, le inadempienze dello Stato hanno determinato un’evidente discriminazione a danno dei medici che dal 1993 in poi hanno percepito solo la borsa di studio da 11.000 euro, senza nemmeno la rivalutazione al tasso
annuale di inflazione. Infatti, lo svolgimento del corso di specializzazione in termini di modalità e impegni era identico a quello di coloro che si sono immatricolati a partire dal 2006, ciò nonostante questi ultimi avevano
avuto una remunerazione mensile di circa 26.000 euro e un contratto di formazione con tutti i vantaggi previdenziali e assistenziali connessi. Non si condividono le difese delle Amministrazioni secondo le quali le
previsioni del d.lgs. 368/99 modificavano il precedente regime, ma non obbligavano a renderlo uniforme con effetto retroattivo poiché l’adempimento degli obblighi comunitari era già avvenuto con il d.lgs. 257/91.
Tenuto conto del principio dell’adeguatezza del compenso stabilito dalle direttive europee, nel caso di specie con gli articoli da 37 a 39 del D.Lgs. n. 368 del 1999, in espressa attuazione della Direttiva 93/16, lo Stato italiano ha stabilito proprio quella misura di compenso adeguato, la determinazione del quale gli era stata
demandata dalla Direttiva.
Dunque il corrispettivo ivi istituito rappresenta, inoppugnabilmente, la quantificazione monetaria proprio di quell’adeguatezza alla quale allude in modo incondizionato e sufficientemente preciso la Direttiva.
Con la conseguenza che la Repubblica non poteva, da un lato rendere concretamente operante per gli specializzandi la previsione delle fonti europee in tema di diritto ad un compenso adeguato e, dall’altro, differire (esclusivamente per ragioni di compatibilità finanziaria, rese palesi dall’articolo 46 del menzionato D.Lgs. n. 368 del 1999) l’attribuzione del relativo trattamento.
In altri termini, non poteva lo Stato, il quale ha attuato e reso operante il precetto dell’adeguatezza del compenso, con la stessa legge, all’articolo 46, nonché con i successivi interventi rappresentati dal D.Lgs. n. 517 del 1999 e 266/2005, differire la corresponsione del compenso adeguato per proprie ragioni di compatibilità finanziaria (segnatamente, la capienza del fondo all’uopo destinato, istituito dall’articolo 6, comma 2, della L. 29 dicembre 1990, n. 428).

LA GIURISPRUDENZA

Numerose pronunce in questi anni hanno dato ragione ai medici specialisti 93-06 secondo tale ultima prospettazione (Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 22-04-2015, n. 8243; App. Roma Sez. lavoro, Sent., 18-02-2014, causa n.r.g. 3342/2011; Trib. L’Aquila, 20 dicembre 2013, n.r.g. 1525/2007, Corte di Appello di Roma, Sezione
I civile, sentenza n. 5566/2015 dell’08-10-2015, Corte di Appello di Torino, sentenza n. 961/2016, dell’8 giugno 2016), di contro altre decisioni sono di senso opposto. Quindi il quadro giurisprudenziale al momento non è ancora stabilmente definito e consolidato. Recentemente hanno avuto risonanza mediatica due sentenze della Corte di Cassazione che hanno rigettato la domanda di alcuni medici, le quali, tuttavia, non hanno affrontato tutte le questioni aperte dell’annosa questione.
La sentenza della Corte di Cassazione 4449/18 scaturisce da una causa incardinata per l’accertamento dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con l’Università, che tuttavia non è oggetto specifico della
stragrande maggioranza del contenzioso in atto il quale si fonda sulla inadeguata attuazione delle direttive comunitarie e sulla disparità di trattamento.
Nella successiva ordinanza n. 6355/18 della Corte Cassazione, invece, è stata affrontata solamente la questione dell’inadempimento dello stato italiano (in sostanza la Cassazione ha precisato che l’inadempimento è cessato con l’emanazione del D.lgs. 257/1991 e non riguardava le successive normative),
senza entrare nel merito delle disparità di trattamento fra i medici che dopo il 93 hanno continuato a percepire la borsa di studio e quelli che dal a.a. 2006/2007 hanno avuto il contratto di formazione.

Peraltro tale decisione e solamente la prima che affronta direttamente tale argomento, sicchè non si può sostenere che vi sia una consolidata interpretazione sulla questione dei medici specialisti 93-06.
Del resto, proprio in tema di responsabilità dello Stato per mancata attuazione delle direttive comunitarie per le specializzazioni mediche anche in altre occasioni vi sono state pronunce contrastanti fra le diverse
sezioni della Corte di Cassazione ed anche all’interno della medesima sezione, con richiesta di intervento interpretativo della CGUE.
La causa dei medici specialisti oggi è più che mai attuale e anche se il panorama giurisprudenziale non è costante e netto come quello di altre cause collettive bisogna agire per fare in modo che si affermi una giurisprudenza definitivamente favorevole. I risultati potrebbero non essere immediati, ma l’esperienza insegna che quando come in questo caso il diritto è concreto e legittimo, chi la dura la vince!

L’ATTIVITÀ FISICA GIUSTA PER OGNI TIPO DI MEDICO

Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, ed il circuito Fitness Network Italia lanciano la guida per il fitness a misura di camice bianco

Pilates, walking, striding, zumba: qual è l’attività sportiva più adatta ai medici? Dipende dalla specializzazione. Se di solito sono i camici bianchi a “prescrivere” ai pazienti di fare più movimento per dimagrire, vincere la pigrizia e scaricare lo stress, stavolta è Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, insieme al circuito Fitness Network Italia, a stilare una vera e propria guida per orientare i professionisti sanitari nella scelta sportiva più adatta.

PILATES E YOGA PER MEDICI DI MEDICINA GENERALE E GINECOLOGI. Un approccio “Body & mind”, che comprende anche la ginnastica dolce o posturale e il risveglio muscolare, aiuta medici di base e ginecologi a liberarsi dallo stress, correggere la postura, riprendere l’attività dopo tanto tempo, prevenire dolori articolari o allenarsi anche avendo patologie specifiche.
GYROKINESIS IDEALE PER GLI ORTOPEDICI. Nello stesso ambito la Gyrokinesis è invece l’ideale per gli Ortopedici perché il metodo lavora su tutto il corpo e si sviluppa attraverso i movimenti naturali della colonna vertebrale: avanti, dietro, destra, sinistra, torsione destra, torsione sinistra e movimento circolare. Il tutto donando forza, flessibilità ed equilibrio.
STRIDING, WALKING E INDOOR CYCLING PER RILASSARE I CHIRURGHI. Sono tutte attività caratterizzate da un discreto impatto fisico, che aiutano comunque a rilassarsi e a svuotare la mente. Le lezioni vengono, infatti, spesso accompagnate dalla proiezione di ambienti naturali su maxi schermi.
CORSI DI AUTODIFESA PER IL MEDICO OSPEDALIERO A RISCHIO AGGRESSIONI. L’escalation di aggressioni al personale medico-sanitario mette a serio rischio l’incolumità soprattutto di chi lavora in ospedale. Grazie a corsi specifici come quelli di Krav Maga, tecnica di autodifesa di origini israeliane che si concentra anche sulla protezione di terze persone, il medico ospedaliero
aumenterà la propria autostima e la sicurezza in sé stesso.
ANESISTISTI-RIANIMATORI LIBERI DALLO STRESS A RITMO DI ZUMBA. Gli anestesisti-rianimatori si trovano spesso a dover gestire emergenze accumulando notevoli carichi di stress: per liberare la mente (e bruciare calorie) possono dedicarsi alla zumba oppure allentare la tensione frequentando un corso di aerobica. Proprio con l’obiettivo di promuovere il fitness per migliorare salute e benessere dei camici bianchi, Consulcesi Club ha studiato un nuovo servizio dedicato ai suoi oltre 100mila medici attraverso una partnership con Fitness Network Italia (FNI), presente in 11 regioni italiane (Lazio, Basilicata, Campania,
Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana e Venete) con 74 palestre affiliate.

Violenza sulle donne, un corso FAD per intervenire

La violenza sulle donne è un tema delicato, purtroppo ricorrente e che merita di essere trattato con la giusta riconoscenza e serietà. Dati alla mano, in Italia, nel corso del 2017, i femminicidi hanno raggiunto il 25% del totale degli omicidi e anche questo 2018 non è iniziato sicuramente meglio. L’ultimo caso in ordine di tempo si è verificato infatti il 28 febbraio scorso a Cisterna di Latina, quando un uomo ha ferito gravemente sua moglie, ucciso le sue due figlie e posto fine alla sua vita, suicidandosi. Una tragedia a cui siamo ormai abituati e che, incredibilmente, non fa quasi più notizia e che invece, dovrebbe continuare a farci riflettere affinchè possano essere trovate soluzioni adeguate e reali in grado di limitare simili delitti.

Consulcesi, gruppo leader nel settore legale in ambito sanitario, da sempre attenta e vicina alle problematiche della nostra società, sta seguendo questo monito, quello cioè del riflettere e  “far riflettere” senza lasciare nulla al caso, lanciando, in occasione della recente Festa della Donna, un progetto di formazione dedicato soprattutto ai medici di base.

Perché i medici? Perché rappresentano una figura di riferimento in ciascuna famiglia e grazie alle competenze giuste, potrebbero essere in grado di captare situazioni particolari su cui intervenire. I medici di base dovranno assumersi l’onere ed il privilegio di diventare delle vere e proprie sentinelle anti-abusi, partendo dal quadro clinico e psicologico delle pazienti per capire laddove possano esserci problemi di violenza e contrastarli. Perché si, esistono dei segnali molto chiari che possono aiutare a comprendere quando una donna è vittima di violenza e l’obiettivo di Consulcesi è quello di trasformare quei campanelli di allarme, in vera e propria prevenzione. E l’unico modo per farlo è partire ovviamente dalla formazione.

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club, ha lanciato, grazie al lavoro del criminologo Vincenzo Mastronardi, il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “Disturbo dissociativo dell’identità e situazioni di rischio”. Il corso è gratuito e disponibile online al sito www.corsi-ecm-fad.it e rappresenta un vero e proprio compendio descrittivo di tutti quegli alert che si attivano in presenza di una donna maltrattata. Quali sono i segnali che una donna vittima di violenza può lanciare?

Tre aspetti in particolare sono “visibili” e parliamo di depressione, mutismo, sguardo fisso e perso ma ce ne sono moltissimi altri che si evidenziano durante il colloquio con la persona e l’osservazione degli atteggiamenti sociali:

  • Legame conflittuale con le proprie figure di attaccamento e assenza di fiducia nei confronti di queste;
  • Ha subìto esperienze in età infantile di maltrattamento o abuso;
  • Modelli familiari e/o sociali in cui prevalgono atteggiamenti di sottomissione;
  • Dipendenza economica
  • Isolamento a livello sociale

La domanda che spesso, anzi sempre, si rivolge a chi è stata vittima di violenza (e per fortuna ce l’ha fatta), è: perché non hai denunciato?

E’ forse questo il quesito più drammatico da rivolgere ma indagarne i meccanismi è necessario. Le donne vittime di violenza non denunciano soprattutto per non creare una situazione di cambiamento: a livello psicologico l’astenersi dalla denuncia rappresenta un meccanismo di difesa a protezione di uno stato di equilibrio a cui la vittima si è adattata. Fuggire da questo significherebbe mettere in discussione quell’equilibrio e l’intera propria esistenza. Il corso FAD analizza ogni aspetto di questi disturbi dissociativi, nell’arco di 5 lezioni evidenziando le necessarie strategie di colloquio psichiatrico nonché le possibili terapie. Il corso, curato dal Professor Vincenzo Mastronardi (titolare della cattedra di Psicopatologia Forense presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Roma “La Sapienza”, direttore del Master di I livello in Criminologia, Scienze investigative e Strategiche per la Sicurezza)  assegna inoltre 6 crediti formativi.

In abbinamento al corso FAD, come da consuetudine Consulcesi, un film, “Echoes” cortometraggio diretto da Andrea La Mendola e già vincitore di numerosi premi in prestigiose rassegne internazionali. Il film racconta la storia di un uomo afflitto da disturbo di personalità che si trova a dialogare con il suo alter-ego allo specchio nel tentativo di ricostruire l’omicidio della sua fidanzata misteriosamente assassinata.

Per tutte le info:

[email protected] | 340.8293082 | 06.45218235

 

 

Natale senza stress (e con qualche kg in meno) grazie a zenzero, cioccolato e frutta secca

Il decalogo dell’endocrinologa

I dieci consigli della dottoressa Serena Missori al centro del corso di Consulcesi Club per medici e pazienti

Il corso FAD “Antistress: teoria e pratica” nella “Top 10” dei corsi del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione preferiti dai medici per completare la formazione obbligatoria a poche settimane dalla scadenza della proroga del 31 dicembre 2017

Con l’approssimarsi delle feste natalizie si avvicinano anche le immancabili abbuffate del periodo, unite allo stress legato alla ricerca del regalo perfetto e all’organizzazione di interminabili pranzi e cene in famiglia. Per vivere questo periodo in serenità, senza appesantire la linea, il provider ECM 2506 Sanità in Formazione e la dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, autrice del libro “La dieta dei biotipi”, lanciano un apposito decalogo, in collaborazione con Consulcesi Club.

1. QUALCHE PORTATA IN MENO FA BENE AL GIROVITA (E ALL’UMORE).
Durante le feste mangiamo effettivamente troppo rispetto alle nostre reali esigenze; scegliamo, piuttosto, di dare più valore al cibo non eccedendo e non sprecandolo. Mangiare il giusto e prediligere la compagnia alle abbuffate, ci farà sentire meglio sia mentalmente che fisicamente.

2. NO AL DIGIUNO PRE-ABBUFFATE.
Inutile (e controproducente) digiunare prima delle abbuffate perché in tal modo il corpo avrà una voracità esagerata che farà accumulare tante scorte di grasso facendoci mangiare di più.

3. ACQUA E LIMONE PER QUALCHE GOLOSITÀ IN PIÙ.
Assaggiamo pure tutto ciò che ci aggrada e possiamo mangiare, senza abbuffarci con ogni portata e sorseggiando acqua e limone fra l’una e
l’altra per favorire la digestione.

4. LA CIOCCOLATA RISCALDA E FA DIMAGRIRE.
Cioccolata e Natale, binomio indissolubile e persino salutare, soprattutto se scegliamo quella fondente e al peperoncino. Un quadratino per una pausa golosa ci scalderà ed attiverà il metabolismo grazie al cacao che aiuta a dimagrire.

5. ZENZERO, LA SPEZIA NATALIZIA CHE FA BENE.
Lo zenzero ha ottime proprietà digestive, aiuta a migliorare l’assorbimento dei cibi. Favorisce la perdita di peso e il miglioramento dei marker
di invecchiamento e stress.

6. STOP AI FALSI MITI SULLA FRUTTA SECCA.
Mandorle, noci e nocciole sono immancabili protagoniste delle tavole imbandite per Natale, ma puntualmente vengono accusate di far ingrassare. La verità è che la frutta secca è ricca di sostanze nutrienti importanti, come vitamine, minerali, acidi grassi omega 3 e, se consumata nelle giuste quantità, aiuta a dimagrire perché dà un profondo senso di sazietà e di gratificazione del palato.

7. NON DIMENTICARE LE PROTEINE.
Anche durante le feste è importante continuare ad assumere la giusta quota proteica giornaliera, ad esempio iniziando la giornata con le uova strapazzate.

8. SÌ AI BRINDISI MA CON MODERAZIONE.
I tradizionali brindisi sono praticamente d’obbligo a Natale e Capodanno: l’importante è limitare le quantità di alcolici e ricordarsi di bere molta acqua, almeno due litri al giorno.

9. MUOVERSI! ANCHE A NATALE.
Per arginare le conseguenze degli stravizi festivi, è consigliabile fare almeno 15 minuti di attività fisica nei giorni in cui si mangerà di più

10. CONTRO LO STRESS, DIRE DI NO.
Per ridurre lo stress tipico delle vacanze, è importante limitare gli obblighi tipici del periodo. Per esempio, dire di no a feste a cui non si vuole partecipare, o ridurre le tradizioni familiari se si ha bisogno di relax e riposo. Meglio, per rilassarsi, stilare una lista di cose da fare che piacciono: meditare, fare yoga e, perché no, allenarsi.

La dottoressa Serena Missori è responsabile scientifica del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “Antistress: teoria e pratica”, in partnership con Consulcesi Club e in collaborazione con il dottor Alessandro Gelli, docente di Eziologia, Psicofisiologia e gestione dello Stress. Il corso fa parte della “Top 10” degli oltre 150 corsi del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, a cui di recente è stato assegnato dall’Annuario della Formazione in Sanità il primo posto della classifica “The Best Provider Ecm 2016” nella categoria “Formazione a Distanza FAD”.

“Antistress: teoria e pratica”, on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è sviluppato in tre moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 4 crediti ECM, utili a completare l’obbligo formativo per il triennio
2014-2016, in scadenza (dopo l’anno di proroga) il 31 dicembre 2017.

LA TOP TEN DEL PROVIDER ECM 2506 SANITÀ IN-FORMAZIONE

1. BLSD – PBLSD e Manovre di disostruzione
2. Acido o base? L’equilibrio vitale per l’uomo
3. Disfagia
4. Stress lavoro correlato nelle professioni sanitarie
5. Abilità di counseling in ambito sanitario
6. Ricostruzione mammaria post oncologia
7. Antistress: teoria e pratica
8. Filmtherapy: l’uso del mezzo filmico come strumento di insight
9. La prova del danno alla salute, il ruolo della consulenza tecnica d’ufficio: cosa cambia dopo la legge
Gelli
10. Fondamenti di medicina tradizionale cinese – campi di applicazione

Massimo Tortorella

Massimo Tortorella

L’imprenditore Massimo Tortorella è fondatore e CEO del Gruppo Consulcesi, una solida struttura che opera in ambito legale e offre servizi a medici e personale medico sanitario. La solidità del gruppo è data non solo dalla dinamicità, professionalità e caparbietà del suo fondatore, l’imprenditore Massimo Tortorella, ma anche e soprattutto da azioni concrete che ampliano i propri orizzonti anche nel campo dell’alta formazione e della solidarietà. Consulcesi infatti, è tra le prime realtà in Italia a lanciare App e piattaforme innovative nel mondo sanitario per mettere in contatto diretto medici, pazienti e non solo. Inoltre declina il suo impegno anche grazie a Consulcesi Onlus e alla Falcon Production. La prima, si muove sul fronte della solidarietà, impegnandosi in progetti che aiutano i più deboli. Come ad esempio l’iniziativa di sostegno alla popolazione Eritrea e in particolar modo ai bambini, o anche gli aiuti concreti alle popolazioni colpite dalla devastante alluvione del 2014. O ancora, l’Associazione OIS – Osservatorio Internazionale della Salute Onlus che con il progetto “Sanità di frontiera” riservato all’accoglienza dei migranti, che vede la stretta collaborazione con il dottor Pietro Bartolo, figura simbolo di Lampedusa interprete del docufilm ‘Fuocoammare’ di Gianfranco Rosi, candidato agli Oscar 2017. Ma, come accennato, l’imprenditore Massimo Tortorella include nel suo Gruppo Consulcesi anche la casa di produzione cinematografica internazionale Falcon Production. Tortorella crea quest’ultima azienda per sostenere al meglio il progetto dei “Film Formazione” che lega l’aggiornamento professionale del personale sanitario al grande cinema, dando vita di fatto ad un modo del tutto nuovo e innovativo di fare e usufruire della formazione.

Insomma, l’imprenditore Massimo Tortorella è dotato di quell’intuito e quella dinamicità che ne fanno sicuramente una delle eccellenze italiane di cui andare fieri a livello nazionale e internazionale.