Contratto medici turni massacranti, nuova violazione

Consulcesi: “Porteremo istanze professionisti in Europa”

Il Presidente Massimo Tortorella: «In Italia è diventata una vera e propria “mission impossible” per i medici veder rispettato il loro orario di lavoro e riposo. Porteremo la questione fino al Parlamento europeo»

«Il nuovo contratto medici rischia di ripristinare, di fatto, una situazione in cui il nostro Paese risultava non conforme alle leggi europee in materia di orario di lavoro e riposo. Molti professionisti ci hanno contattato preoccupati dai possibili risvolti sulla loro vita professionale e privata. Come sempre siamo al loro fianco e porteremo in Europa le loro istanze»

Così Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, network legale leader in ambito sanitario in Italia ed Europa, commenta la questione relativa alla reperibilità “attiva” e ai meccanismi di compensazione del mancato riposo, in particolare quando ne sia lesa la sua continuità e consecutività.


La chiamata in servizio durante la pronta disponibilità, secondo quanto stabilito dal D. Lgs 133 del 2008, non interrompe il riposo ma lo sospende, entrando di fatto in conflitto con la giustizia europea. Cosa vuol dire questo? Il medico ospedaliero che opera in regime di reperibilità vedrà riconoscersi un numero di ore di riposo che andranno ad aggiungersi a quelle effettivamente consumate prima della chiamata. La direttiva europea 2003/88, volta a disciplinare le misure di sicurezza e le ore di lavoro e di riposo, stabilisce invece che i lavoratori devono usufruire di periodi di riposo regolari «sufficientemente lunghi e continui» al fine di «promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante lo svolgimento della loro professione».
Non è la prima volta che l’Italia non si fa trovare in regola in termini di orari di lavoro e riposo del personale sanitario. Il tutto è cominciato con la direttiva 2003/88/CE che fissò al 2 agosto del 2004 il termine ultimo
entro il quale gli Stati membri avrebbero dovuto recepirla. Con il D.Lgs. n.66/2003 l’Italia adottò le direttive 93/104/CE e 2000/34/CE e alcune disposizioni riguardanti l’orario massimo di lavoro settimanale per i
lavoratori, assicurando allo stesso tempo una protezione minima a tutti i professionisti. Nella Finanziaria del 2008 venne però inserita una prima deroga sui riposi di cui poteva usufruire il personale delle aree dirigenziali degli enti e delle aziende del Servizio Sanitario Nazionale. Un Decreto legge del 2008 (il n.112), convertito nella legge 133 del 2008, stabiliva inoltre che agli stessi lavoratori non andavano applicate alcune disposizioni del D.Lgs. n.66/2003, demandando in questo modo la tutela di un diritto previsto e tutelato dalla legislazione comunitaria (a cui l’Italia si era peraltro già adeguata) alla contrattazione collettiva. Ciò significa che i professionisti sanitari sono stati privati, a partire dal 2008, di una garanzia che è stata invece riconosciuta a tutti gli altri lavoratori. Tutto questo almeno fino all’entrata in vigore della legge 161/2014, con la quale l’Italia fu messa finalmente in regola con la normativa europea sugli orari di lavoro.

«In Italia è diventata una vera e propria “mission impossible” per i medici veder rispettato il loro orario di lavoro – spiega ancora Tortorella –. Nel 2012 la Commissione Europea mise in mora l’Italia proprio per la mancata applicazione della direttiva 2003/88 per quanto riguarda gli orari di lavoro e i tempi di riposo del personale medico e sanitario inquadrato come dirigente del Ssn. L’Italia avrebbe dovuto adeguarsi entro il 3 luglio dell’anno successivo. Nulla cambiò e l’UE deferì il nostro Paese nel febbraio del 2014. La Corte di Giustizia Europea stabilì inoltre espressamente che gli Stati membri inadempienti avrebbero dovuto risarcire i danni relativi al mancato recepimento della direttiva, concedendo al medico danneggiato “tempo libero aggiuntivo” oppure “un’indennità pecuniaria”. Il riposo del medico è parte integrante del suo lavoro, in quanto un medico stressato e stanco corre rischi maggiori di incappare in questioni di responsabilità professionale. Tutto ciò è intollerabile. Per questo, così come fatto in questi ultimi anni per le altre violazioni in termini di rispetto degli orari di lavoro nel Ssn, porteremo la questione fino al Parlamento europeo». Per ogni informazione è possibile contattare Consulcesi al numero verde 800.122.777 o collegarsi al sito www.consulcesi.it

Ufficio stampa Consulcesi [email protected] 328.4812859 – 346.0629338

Dieta bambini estiva

“Poca frutta e verdura e troppi zuccheri!” L’allarme dei pediatri SIMPE: “il 50% dei bambini mangia male, e d’estate ancora peggio”

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Giuseppe Mele (Presidente della Società Italiana Medici Pediatri), in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli per una dieta estiva adatta a grandi e piccini, con un occhio di riguardo alla galassia delle vitamine B

La stagione estiva è sinonimo di vacanze e divertimento all’aria aperta, soprattutto per bambini e adolescenti, dopo un lungo anno passato sui banchi di scuola. Tuttavia, l’aumento delle temperature può generare inappetenza e difficoltà digestive, rendendo più difficile seguire un’alimentazione sana e regolare. Ma come mangiano i nostri bambini e, in generale, le famiglie italiane? A delineare un quadro, non del tutto positivo, è il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Giuseppe Mele (Presidente della Società Italiana Medici Pediatri), in collaborazione con Consulcesi Club attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare”.

COME MANGIANO I NOSTRI BAMBINI/RAGAZZI?

• Scarso consumo di verdura e frutta;
• Eccessivo consumo di proteine;
• Eccessivo consumo di grassi;
• Eccessivo consumo di zuccheri.

QUALI SONO LE ABITUDINI ALIMENTARI DELLE NOSTRE FAMIGLIE?

• Pasti irregolari;
• Assenza della prima colazione;
• Alimentazione spesso monotona;
• Assunzione squilibrata di micro e macro nutrienti.

Da un’indagine condotta sui pediatri è emerso che oltre il 46% dei bambini mangia male:
• Il 22,1% dei bambini segue un regime alimentare frammentario, carente e nel complesso non equilibrato;
• Il 24,5% dei bambini segue un regime alimentare del tutto squilibrato.
Tra coloro che non seguono una dieta adeguata, il 41,8% dei bambini ha oltre 10 anni, il 28,4% dei bambini ha tra i 6 e i 10 anni, il 19,5% dei bambini ha tra i 3 e i 6 anni e il 10,3% dei bambini ha tra 0 e 3 anni.

Ma quali sono gli accorgimenti per un’alimentazione sana in estate per i bambini (e gli adulti)?

FRUTTA E VERDURA IN ABBONDANZA. Verdura cruda o cotta al vapore, in modo da non perdere le sostanze nutritive, e frutta con la buccia, ricca della sua componente fibrosa, non devono mai mancare, soprattutto d’estate, per il loro apporto di vitamine B. Queste vitamine, infatti, agiscono su organi diversi del nostro corpo: le B1 e B2 migliorano l’attività dei muscoli e contrastano la sensazione di stanchezza favorendo una forma fisica ottimale, le B3 e B6 contribuiscono al rinnovamento e alla cura della pelle e, quindi, sono particolarmente indicate in estate per non rovinare la pelle con l’esposizione prolungata al sole.

NO A GRASSI E FRITTURE. Le proteine non sono sicuramente da demonizzare ma da scegliere con attenzione: meglio evitare la carne rossa, più grassa, e preferire pesce (non fritto), carne bianca e soprattutto legumi, che sono ricchi di sali minerali e vitamina B1, fondamentale per la buona funzionalità del sistema nervoso.
EVITARE LE BEVANDE GASSATE. Le bevande con le bollicine sono una tentazione irresistibile per i bambini, ma sarebbe meglio evitarle e preferire spremute d’arancia, frullati di frutta fresca e thè freddo, da preparare in casa.
SÌ AGLI SPUNTINI LEGGERI (SENZA DEMONIZZARE IL GELATO). In estate la regola è “mangiare meno, ma spesso”, offrendo ai bambini spuntini a base di frutta fresca e yogurt. Il gelato non è da demonizzare, ma sicuramente da gestire con accortezza, preferendo i gusti alla frutta rispetto alle creme che possono risultare difficili da digerire.

Il dottor Giuseppe Mele, Presidente SIMPe, è responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare”, realizzato in partnership con Consulcesi Club e on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it. “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione.

Instagram guida per i genitori: dagli hashtag pro-anoressia al ruolo degli influencer

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano un vademecum sul controverso rapporto tra il popolare social network e disturbi alimentari attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e  trattamento”

#Thinspirathion, #bodycheck, #thighgap, #boneinspiration: sono solo alcuni degli hashtag che su Instagram raccontano un mondo dove la sfida, spesso tra giovanissime, a chi mangia meno, mostra le gambe più esili o le ossa sporgenti, è ormai una realtà quotidiana. Se il popolare social network ha riconosciuto il problema già nel 2012, mettendo al bando 17 degli hashtag finiti sotto accusa per incitamento all’anoressia e alla bulimia, i ricercatori del Georgia Institute of Technology hanno individuato centinaia di varianti lessicali che sfuggono alla
censura. Ma i rischi, soprattutto per le adolescenti, non si limitano a questi fenomeni estremi: anche il ruolo dei cosiddetti “influencer” è sempre più centrale nella diffusione di parametri estetici irraggiungibili (spesso
artefatti).

In un contesto dove oltre 3 milioni di italiani soffrono di disturbi alimentari, in prevalenza donne e sempre più giovani, il provider ECM 2506 Sanità in Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida per un uso consapevole di Instagram, soprattutto tra le adolescenti attraverso il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento”.

LA CENSURA NON RISOLVE IL PROBLEMA. Oscurare siti internet e censurare hashtag può sembrare la soluzione più rapida, ma non affronta minimamente il problema del profondo disagio che è alla base di queste community virtuali. Con la repressione si ottiene solamente che si nascondano, ma il disturbo alimentare rimane inalterato. Molti dei “vecchi” blog pro-anoressia e pro-bulimia, cancellati dal web, oggi sono dei gruppi Whatsapp.

CI SI CONFRONTA SU INSTAGRAM PER SOLITUDINE. Postare slogan pro-anoressia, mostrare immagini di ragazze sempre più scheletriche, sfidarsi a chi fa scendere l’ago della bilancia più rapidamente. Sono comportamenti ai quali si arriva quando c’è già un problema di base, ci si sente soli e si cercano forme di
supporto e confronto. Instagram, che è il social network più popolari tra i giovanissimi, diventa così un mezzo per sfogare il proprio disagio, rischiando però di finire in una spirale incontrollata di consigli malsani.

NON È TUTTO ORO CIÒ CHE È FRUTTO DEI FILTRI DI INSTAGRAM. Giornali e tv hanno già contribuito a diffondere ideali estetici inaccessibili, aumentando il senso di inadeguatezza soprattutto tra donne e adolescenti: ma nell’era dei social network è inimmaginabile la pressione subìta dai giovanissimi nel confrontare
la propria immagine con quella degli altri, alla ricerca della loro approvazione. L’immediatezza delle immagini, le “stories”, la comunicazione apparentemente orizzontale tra gli influencer i loro seguaci, non rendono evidenti le strategie di chi lavora sui social, e riesce a veicolare un’immagine fittizia di perfezione che genera un disperato desiderio di emulazione.

L’UNICA ARMA È LA PREVENZIONE. Gli adolescenti di oggi sono dei “nativi digitali” e hanno a disposizione tutti gli strumenti e le conoscenze tecnologiche per confrontarsi con ciò che trovano in rete, ma non sono così preparati a livello psicologico. I genitori, al contrario, spesso sono ancora dei neofiti del web e non riescono a comprendere ciò che accade ai figli quando hanno in mano il loro smartphone. È quindi indispensabile saper cogliere i primi segnali d’allarme (utilizzo di indumenti larghi per nascondere la perdita di peso, iperattività fisica,
tendenza a mangiare da soli) per rivolgersi tempestivamente al medico, che deve essere adeguatamente formato per affrontare tutta una nuova panoramica di disturbi alimentari: non solo anoressia e bulimia, ma anche ortoressia (l’esagerata attenzione per la qualità del cibo), la drunkoressia (la restrizione delle calorie in modo da poter consumare più alcol senza aumentare di peso) e la bigoressia (la preoccupazione cronica di non essere abbastanza muscolosi che induce alla dipendenza dall’esercizio fisico).

Il dottor Stefano Lagona è responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e
trattamento”, realizzato in partnership con Consulcesi Club. “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è sviluppato in tre moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 3 crediti ECM

Blockchain e futuro della sanità: un libro a firma Andrea e Massimo Tortorella

Quello delle criptovalute è un mondo ancora forse sconosciuto ai più ma decisamente interessante e ricco di spunti. Che quella che stiamo vivendo sia una rivoluzione digitale in piena regola è cosa abbastanza nota, ciò che ignoriamo ancora però è la matrice della grande potenzialità che questa rivoluzione può avere.

Ad aiutarci a comprendere più a fondo cosa significa oggi affidarsi alle innovazioni tecnologiche del digitale ci pensa un saggio, uscito nel mese di maggio, a firma di Andrea e Massimo Tortorella, rispettivamente CEO di Consulcesi Tech e Presidente di Consulcesi Group: “Cripto-svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro”

Il libro si avvale di numerosi contributi dei più  importanti esperti del settore, come ad esempio Edward Luttwak che ne ha firmato la prefazione e Davide Casaleggio della Casaleggio Associati. Il saggio analizza la nascita delle criptovalute concentrandosi però sulla “tecnologia” attraverso cui esse “funzionano” e cioè la Blockchain, scoprendone attitudini e potenzialità del tutto nuove fruibili anche da un settore complesso ed apparentemente lontano come quello sanitario.

Durante la presentazione del libro, Massimo Tortorella si è così espresso parlando di Blockchain: “La Blockchain parte dalle criptovalute ma è alla base di una nuova rivoluzione tecnologica che avrà un impatto enorme anche in campo sanitario: pensiamo, ad esempio, ai farmaci. Oggi, milioni di farmaci contraffatti vengono venduti online.

Grazie alla Blockchain questo sarà impossibile perché l’intera filiera sarà controllata. I vantaggi che la cosiddetta ‘catena dei blocchi’ porterà all’intero sistema sanitario sono numerosissimi. Noi siamo già al lavoro grazie a Consulcesi Tech, la nostra divisione hi-tech specializzata in soluzioni all’avanguardia legate alla Blockchain“.

Ciò che gli autori del libro intendono trasmettere (anche ai profani del settore digitale) è l’idea secondo cui la tecnologia digitale al servizio della sanità è non solo auspicabile ma necessaria al fine di combattere alcune criticità che ad oggi investono l’ambiente sanitario. Ad esempio, tramite la “catena a blocchi” sarà possibile tracciare i farmaci, prevenire l’alterazione dei trial clinici, rispettare l’aderenza terapeutica e molto altro ancora.

“Cripto-svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro” è edito da Paesi Edizioni ed è stato fortemente voluto da Consulcesi Tech, spin off della Consulcesi Group, la più grande realtà europea dedicata ai professionisti del settore medico-sanitario, che include aziende leader nel settore ICT, nel digital healthcare, nell’ambito della consulenza legale e delle assicurazioni. Consulcesi Tech è leader in materia di Blockchain e Cybersecurity ed è particolarmente attiva anche nel settore del risparmio energetico. Ha ricevuto inoltre il riconoscimento dal Ministero dell’Economia della Repubblica di Moldavia come collaboratore nello sviluppo del suo Parco Tecnologico per l’Innovazione.

Imprenditore Massimo Tortorella

Chi è l’imprenditore Massimo Tortorella? In un panorama italiano dove i diritti sono sempre più un miraggio, il coraggio dell’imprenditore Massimo Tortorella si esprime nello sfidare proprio questo malato sistema. E lo fa con grande successo. Il campo d’azione dell’imprenditore Tortorella è quello tra i più sensibili: i diritti dei medici. Il suo impegno lo porta, ancora giovanissimo e dopo aver conseguito brillantemente la laurea in Giurisprudenza, a fondare la Consulcesi, che diventa ben presto una realtà nel campo dei servizi per i medici e le ingiustizie che questi subiscono soprattutto in ambito universitario. E si tratta di battaglie legali per nulla semplici, davanti alle quali anche l’imprenditore più assennato avrebbe fatto un passo indietro. Massimo Tortorella e la sua Consulcesi non solo segnano una prima, grande vittoria (far riconoscere a moltissimi medici la corretta borsa di studio che gli era stata negata), ma proseguono con ardore il loro lavoro al fianco del personale medico. Sono molte più di quel che si pensi infatti, le ingiustizie che questa categoria è costretta a subire ogni giorno, in primis la questione di turni di lavoro sempre più massacranti. Consulcesi e l’imprenditore Massimo Tortorella, si impegnano in questo caso per far osservare in modo corretto l’applicazione della direttiva Ue sugli orari di lavoro. Oltre questo, sono innumerevoli i servizi offerti a sostegno del personale medico, non per ultimo un costante aggiornamento professionale attraverso un rivoluzionario progetto: Film Formazione. A sostegno di questo progetto, Massimo Tortorella fonda anche una casa di produzione internazionale, la Falcon Production che assicura standard qualitativi eccellenti nella produzione di film e materiale audiovisivo formativo. Come il film ‘E-Bola’ che, realizzato con attori di grande rango, racconta in maniera eccelsa tutte le fasi di una terribile malattia e le più attuali scoperte scientifico/mediche a riguardo. L’imprenditore Massimo Tortorella è uno tra gli imprenditori italiani tra i più dinamici e visionari. Uno dei pochi che ha fortemente voluto porsi al servizio degli altri, mettendo a disposizione del prossimo le sue innumerevoli competenze professionali.

 

Massimo Tortorella e Consulcesi

Massimo Tortorella e Consulcesi

Oggi parliamo di Consulcesi, una delle realtà di maggior pregio nel campo dei diritti del personale medico. Di che si tratta? Innanzitutto partiamo dall’inizio. La Consulcesi nasce ed è stata fortemente voluta dall’imprenditore Massimo Tortorella che, oltre le sue indubbie capacità in fatto di Diritto, ha deciso di mettere in campo anche le sue spiccate doti imprenditoriali. Il risultato? Una solida realtà che si schiera in difesa dei camici bianchi in tutte quelle situazioni in cui i loro diritti sono stati negati. Un esempio fra tutti: l’azione collettiva che ha recentemente visto moltissimi medici ottenere finalmente il rimborso per la mancata erogazione delle borse di studio che gli spettavano di diritto. E non si parla di cosa da poco. Basti pensare che l’imprenditore Tortorella e la sua Consulcesi hanno di già fatto ottenere rimborsi per oltre 500 milioni di euro. Frutto di un’impeccabile azione legale e forti di normative in materia che parlano chiaro, i suddetti rimborsi spettano di diritto ai “medici che si sono specializzati prima del 1991 senza ricevere alcun compenso e quelli che lo hanno fatto tra il 1993 e il 2006, anno in cui l’Italia si è allineata al resto dell’Ue dopo i due decreti attuativi (il Dlgs 257 del 1991 e il Dlsg 368 del 1999)”. Già solo questo basterebbe per presentare Consulcesi e il suo fondatore e attuale CEO. Ma sono molteplici i servizi offerti dalla Consulcesi al personale medico. Non solo assistenza legale quindi, ma anche formazione ad alto livello, le ingiustizie bancarie e battaglie per il riconoscimento e la corretta applicazione della direttiva Ue sugli orari di lavoro. Attualmente, la Consulcesi è cresciuta ed è un Gruppo che opera anche a livello internazionale, contando sedi in Italia, Usa, Uk, Svizzera, Albania e con oltre 1000 dipendenti e collaboratori.