1 Convegno Nazionale Formazione Specialistica Medica

DIRITTO AL RISARCIMENTO E PRESCRIZIONE:
LIMITI E OPPORTUNITÀ NEL DIRITTO COMUNITARIO E NELL’ORDINAMENTO ITALIANO

I diritti dei medici in primo piano al Senato. Presso la Sala Capitolare del Convento di S. Maria sopra Minerva, si svolge il primo Convegno Nazionale dal titolo “Formazione specialistica medica. Diritto al risarcimento e prescrizione: limiti e opportunità nel diritto comunitario e nell’ordinamento italiano”.

Una giornata di confronto tra illustri giuristi ed esponenti del mondo sanitario su una vertenza che dura da oltre vent’anni a causa della discriminazione patita dai medici specializzati tra il 1978 e il 2006 senza ricevere il corretto trattamento economico, nonostante fosse previsto dalle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE).
Tra i numerosi e autorevoli relatori, il Professor Guido Alpa, Ordinario di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Sapienza”, con un intervento dal titolo “Obblighi comunitari nei Trattati dell’Unione Europea e principio di responsabilità degli Stati membri per i danni causati ai singoli in conseguenza di violazioni del diritto comunitario nella giurisprudenza della CGUE”, e il Professor Bernardo Giorgio Mattarella, Ordinario di Diritto amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Luiss “Guido Carli”, che tratta il tema dell’evoluzione della disciplina della formazione medica specialistica e i relativi problemi applicativi. Spazio anche al delicato e sempre attuale tema della responsabilità professionale medico-sanitaria grazie al contributo all’Onorevole Federico Gelli, relatore della Legge 24 del 2017. Un dibattito arricchito dai preziosi contributi di esperti quali il Prof. Avv. Andrea Saccucci, Associato di Diritto internazionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; il
Dottor Enzo De Vincenzi, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione; il Prof. Avv. Sergio Di Amato, già Presidente della Terza Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione; l’Avvocato Maurizio Hazan, Fondatore e Managing Partner Studio Legale Associato Taurini & Hazan; la Professoressa Paola Frati,
Ordinario di Medicina legale presso l’Università di Roma “Sapienza”.
Un confronto che vede in prima linea il mondo accademico italiano: proprio per questo si sta sviluppando una collaborazione affinché i materiali del convegno diventino oggetto di un corso dedicato presso la Luiss School of Law.
L’evento, promosso dalla testata giornalistica Sanità Informazione e patrocinato da FNOMCeO, ENPAM, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata e Ordine degli Avvocati di Roma, analizza la vertenza anche dal punto di vista numerico attraverso i dati forniti proprio da Sanità Informazione, che in virtù della forte attenzione dedicata alla questione, è riuscita anche a fotografare la vicenda in un proprio studio: sono infatti oltre 118mila i medici coinvolti e il costo complessivo del contenzioso supera i 16 miliardi di euro.
Proprio per individuare una soluzione che coniughi il rispetto dei diritti dei medici coinvolti e l’equilibrio delle casse dello Stato, emerge la necessità di un accordo transattivo, prospettato dal Senatore Antonio De Poli attraverso un apposito disegno di legge teso a garantire il diritto dei medici e al contempo a produrre un risparmio di 5 miliardi di euro per le casse dello Stato. Proprio questo è il focus centrale della tavola rotonda in apertura dei lavori del convegno e che vede protagonisti insieme al Senatore De Poli, Questore del Senato,
anche il Senatore Pierpaolo Sileri (Presidente della Commissione Sanità), il Senatore Antonio Saccone (Commissione Bilancio), l’Onorevole Federico Gelli (responsabile del rischio in sanità di Federsanità Anci) con il contributo dell’Avvocato Marco Tortorella, specialista del contenzioso in oggetto.

I bambini temono il vaccino? I consigli della pediatra

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la pediatra Lucilla Ricottini, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli utili ai genitori per sottoporre i bimbi ai vaccini vincendo le loro paure

I vaccini sono fondamentali per proteggersi da molte malattie, ma i bambini possono avere paura al momento di farli e questo può avere come effetto collaterale anche un aumento del dolore sperimentato. Come possono, quindi, i genitori gestire al meglio il tanto temuto momento dell’iniezione? Per aiutarli, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la pediatra Lucilla Ricottini, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli, attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente”.

  1. NON PRESENTARSI IN AUMBULATORIO TROPPO IN ANTICIPO. Una volta fissato l’appuntamento, è controproducente presentarsi troppo in anticipo. L’eccessiva attesa rischia di generare ansia e nervosismo nel bambino, rendendo la vaccinazione ancora più complicata.
  2. DISTRARRE IL BAMBINO PER SCONFIGGERE LA PAURA. Un giocattolo nuovo, una canzone, leggere insieme una storia divertente: sono tutti buoni metodi per distrarre il bambino dal pensiero dell’iniezione mentre si aspetta in ambulatorio il proprio turno, soprattutto se l’attesa tende a prolungarsi.
  3. LE PAROLE SONO IMPORTANTI. Di fronte ad evidenti manifestazioni di disagio nel piccolo, vietato sgridarlo con frasi tipo “i bambini grandi non piangono” o scusarsi dicendogli “mi dispiace per ciò che ti sta accadendo”. L’unico effetto sarebbe quello di aumentare la frustrazione e l’ansia nel bimbo.
  4. IL POTERE DELLE COCCOLE E DEL DIALOGO. Il contatto fisico con la mamma, soprattutto nei neonati, ha un potere calmante. Se si tratta di bambini più grandi, è bene informarli su cosa si sta andando a fare, mantenendo sempre un atteggiamento rassicurante per non trasmettergli eventuali proprie ansie.
  5. LA FORZA DELLA FAMIGLIA. In questi casi è particolarmente vero il vecchio detto “l’unione fa la forza”: è consigliabile che a portare il bambino in ambulatorio non sia un solo genitore, ma entrambi, o comunque assieme ad altri membri della famiglia, in modo che il piccolo si senta più tranquillo e a proprio agio
  6. .L’ESPERIENZA DEL VACCINO PER SCONFIGGERE LA PAURA DEL MEDICO. Se le mamme e i papà riusciranno a gestire la vaccinazione dei loro figli nella maniera più serena possibile, ciò sarà molto utile per infondergli la fiducia necessaria a relazionarsi serenamente con i medici e il personale sanitario anche nel futuro, senza avere paura di loro.

La dottoressa Lucilla Ricottini è membro del comitato scientifico del provider ECM 2506 Sanità in- Formazione, nonché responsabile del corso FAD (Formazione a Distanza) “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente”, realizzato in partnership con Consulcesi Club e on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it. “La relazione pediatrica: pillole di comunicazione medico-paziente” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione.

I Convegno nazionale e formazione specialistica medica

Formazione specialistica medica. Diritto al risarcimento e prescrizione: limiti e opportunità nel diritto comunitario e nell’ordinamento italiano

I diritti dei medici in primo piano al Senato. Presso la Sala Capitolare del Convento di S. Maria sopra Minerva, si svolge il primo Convegno Nazionale dal titolo “Formazione specialistica medica. Diritto al risarcimento e prescrizione: limiti e opportunità nel diritto comunitario e nell’ordinamento italiano”. Una giornata di confronto tra illustri giuristi ed esponenti del mondo sanitario su una vertenza che dura da oltre vent’anni a causa della discriminazione patita dai medici specializzati tra il 1978 e il 2006 senza ricevere il corretto trattamento economico, nonostante fosse previsto dalle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE).

Tra i numerosi e autorevoli relatori, il Professor Guido Alpa, Ordinario di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Sapienza”, con un intervento dal titolo “Obblighi comunitari nei Trattati dell’Unione Europea e principio di responsabilità degli Stati membri per i danni causati ai singoli in conseguenza di violazioni del diritto comunitario nella giurisprudenza della CGUE”, e il Professor Bernardo Giorgio Mattarella, Ordinario di Diritto amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Luiss “Guido Carli”, che tratta il tema dell’evoluzione della disciplina della formazione medica specialistica e i relativi problemi applicativi. Spazio anche al delicato e sempre attuale tema della responsabilità professionale medico sanitaria grazie al contributo all’Onorevole Federico Gelli, relatore della Legge 24 del 2017. Un dibattito arricchito dai preziosi contributi di esperti quali il Prof. Avv. Andrea Saccucci, Associato di Diritto internazionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; il Dottor Enzo De Vincenzi, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione; il Prof. Avv. Sergio Di Amato, già Presidente della Terza Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione; l’Avvocato Maurizio Hazan, Fondatore e Managing Partner Studio Legale Associato Taurini & Hazan; la Professoressa Paola Frati, Ordinario di Medicina legale presso l’Università di Roma “Sapienza”.
Un confronto che vede in prima linea il mondo accademico italiano: proprio per questo si sta sviluppando una collaborazione affinché i materiali del convegno diventino oggetto di un corso dedicato presso la Luiss School of Law.

L’evento, promosso dalla testata giornalistica Sanità Informazione e patrocinato da FNOMCeO, ENPAM, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata e Ordine degli Avvocati di Roma, analizza la vertenza anche dal punto di vista numerico attraverso i dati forniti proprio da Sanità Informazione, che in virtù della forte attenzione dedicata alla questione, è riuscita anche a fotografare la vicenda in un proprio studio: sono infatti oltre 118mila i medici coinvolti e il costo complessivo del contenzioso supera i 16 miliardi di euro.
Proprio per individuare una soluzione che coniughi il rispetto dei diritti dei medici coinvolti e l’equilibrio delle casse dello Stato, emerge la necessità di un accordo transattivo, prospettato dal Senatore Antonio De Poli attraverso un apposito disegno di legge teso a garantire il diritto dei medici e al contempo a produrre un risparmio di 5 miliardi di euro per le casse dello Stato. Proprio questo è il focus centrale della tavola rotonda in apertura dei lavori del convegno e che vede protagonisti insieme al Senatore De Poli, Questore del Senato,
anche il Senatore Pierpaolo Sileri (Presidente della Commissione Sanità), il Senatore Antonio Saccone (Commissione Bilancio), l’Onorevole Federico Gelli (responsabile del rischio in sanità di Federsanità Anci) con il contributo dell’Avvocato Marco Tortorella, specialista del contenzioso in oggetto.

Dieta bambini estiva

“Poca frutta e verdura e troppi zuccheri!” L’allarme dei pediatri SIMPE: “il 50% dei bambini mangia male, e d’estate ancora peggio”

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Giuseppe Mele (Presidente della Società Italiana Medici Pediatri), in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una serie di consigli per una dieta estiva adatta a grandi e piccini, con un occhio di riguardo alla galassia delle vitamine B

La stagione estiva è sinonimo di vacanze e divertimento all’aria aperta, soprattutto per bambini e adolescenti, dopo un lungo anno passato sui banchi di scuola. Tuttavia, l’aumento delle temperature può generare inappetenza e difficoltà digestive, rendendo più difficile seguire un’alimentazione sana e regolare. Ma come mangiano i nostri bambini e, in generale, le famiglie italiane? A delineare un quadro, non del tutto positivo, è il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Giuseppe Mele (Presidente della Società Italiana Medici Pediatri), in collaborazione con Consulcesi Club attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare”.

COME MANGIANO I NOSTRI BAMBINI/RAGAZZI?

• Scarso consumo di verdura e frutta;
• Eccessivo consumo di proteine;
• Eccessivo consumo di grassi;
• Eccessivo consumo di zuccheri.

QUALI SONO LE ABITUDINI ALIMENTARI DELLE NOSTRE FAMIGLIE?

• Pasti irregolari;
• Assenza della prima colazione;
• Alimentazione spesso monotona;
• Assunzione squilibrata di micro e macro nutrienti.

Da un’indagine condotta sui pediatri è emerso che oltre il 46% dei bambini mangia male:
• Il 22,1% dei bambini segue un regime alimentare frammentario, carente e nel complesso non equilibrato;
• Il 24,5% dei bambini segue un regime alimentare del tutto squilibrato.
Tra coloro che non seguono una dieta adeguata, il 41,8% dei bambini ha oltre 10 anni, il 28,4% dei bambini ha tra i 6 e i 10 anni, il 19,5% dei bambini ha tra i 3 e i 6 anni e il 10,3% dei bambini ha tra 0 e 3 anni.

Ma quali sono gli accorgimenti per un’alimentazione sana in estate per i bambini (e gli adulti)?

FRUTTA E VERDURA IN ABBONDANZA. Verdura cruda o cotta al vapore, in modo da non perdere le sostanze nutritive, e frutta con la buccia, ricca della sua componente fibrosa, non devono mai mancare, soprattutto d’estate, per il loro apporto di vitamine B. Queste vitamine, infatti, agiscono su organi diversi del nostro corpo: le B1 e B2 migliorano l’attività dei muscoli e contrastano la sensazione di stanchezza favorendo una forma fisica ottimale, le B3 e B6 contribuiscono al rinnovamento e alla cura della pelle e, quindi, sono particolarmente indicate in estate per non rovinare la pelle con l’esposizione prolungata al sole.

NO A GRASSI E FRITTURE. Le proteine non sono sicuramente da demonizzare ma da scegliere con attenzione: meglio evitare la carne rossa, più grassa, e preferire pesce (non fritto), carne bianca e soprattutto legumi, che sono ricchi di sali minerali e vitamina B1, fondamentale per la buona funzionalità del sistema nervoso.
EVITARE LE BEVANDE GASSATE. Le bevande con le bollicine sono una tentazione irresistibile per i bambini, ma sarebbe meglio evitarle e preferire spremute d’arancia, frullati di frutta fresca e thè freddo, da preparare in casa.
SÌ AGLI SPUNTINI LEGGERI (SENZA DEMONIZZARE IL GELATO). In estate la regola è “mangiare meno, ma spesso”, offrendo ai bambini spuntini a base di frutta fresca e yogurt. Il gelato non è da demonizzare, ma sicuramente da gestire con accortezza, preferendo i gusti alla frutta rispetto alle creme che possono risultare difficili da digerire.

Il dottor Giuseppe Mele, Presidente SIMPe, è responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare”, realizzato in partnership con Consulcesi Club e on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it. “La galassia delle vitamine B: come e quando integrare” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione.

Instagram guida per i genitori: dagli hashtag pro-anoressia al ruolo degli influencer

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano un vademecum sul controverso rapporto tra il popolare social network e disturbi alimentari attraverso il corso ECM FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e  trattamento”

#Thinspirathion, #bodycheck, #thighgap, #boneinspiration: sono solo alcuni degli hashtag che su Instagram raccontano un mondo dove la sfida, spesso tra giovanissime, a chi mangia meno, mostra le gambe più esili o le ossa sporgenti, è ormai una realtà quotidiana. Se il popolare social network ha riconosciuto il problema già nel 2012, mettendo al bando 17 degli hashtag finiti sotto accusa per incitamento all’anoressia e alla bulimia, i ricercatori del Georgia Institute of Technology hanno individuato centinaia di varianti lessicali che sfuggono alla
censura. Ma i rischi, soprattutto per le adolescenti, non si limitano a questi fenomeni estremi: anche il ruolo dei cosiddetti “influencer” è sempre più centrale nella diffusione di parametri estetici irraggiungibili (spesso
artefatti).

In un contesto dove oltre 3 milioni di italiani soffrono di disturbi alimentari, in prevalenza donne e sempre più giovani, il provider ECM 2506 Sanità in Formazione e il dottor Stefano Lagona, psicologo e psicoterapeuta, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida per un uso consapevole di Instagram, soprattutto tra le adolescenti attraverso il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento”.

LA CENSURA NON RISOLVE IL PROBLEMA. Oscurare siti internet e censurare hashtag può sembrare la soluzione più rapida, ma non affronta minimamente il problema del profondo disagio che è alla base di queste community virtuali. Con la repressione si ottiene solamente che si nascondano, ma il disturbo alimentare rimane inalterato. Molti dei “vecchi” blog pro-anoressia e pro-bulimia, cancellati dal web, oggi sono dei gruppi Whatsapp.

CI SI CONFRONTA SU INSTAGRAM PER SOLITUDINE. Postare slogan pro-anoressia, mostrare immagini di ragazze sempre più scheletriche, sfidarsi a chi fa scendere l’ago della bilancia più rapidamente. Sono comportamenti ai quali si arriva quando c’è già un problema di base, ci si sente soli e si cercano forme di
supporto e confronto. Instagram, che è il social network più popolari tra i giovanissimi, diventa così un mezzo per sfogare il proprio disagio, rischiando però di finire in una spirale incontrollata di consigli malsani.

NON È TUTTO ORO CIÒ CHE È FRUTTO DEI FILTRI DI INSTAGRAM. Giornali e tv hanno già contribuito a diffondere ideali estetici inaccessibili, aumentando il senso di inadeguatezza soprattutto tra donne e adolescenti: ma nell’era dei social network è inimmaginabile la pressione subìta dai giovanissimi nel confrontare
la propria immagine con quella degli altri, alla ricerca della loro approvazione. L’immediatezza delle immagini, le “stories”, la comunicazione apparentemente orizzontale tra gli influencer i loro seguaci, non rendono evidenti le strategie di chi lavora sui social, e riesce a veicolare un’immagine fittizia di perfezione che genera un disperato desiderio di emulazione.

L’UNICA ARMA È LA PREVENZIONE. Gli adolescenti di oggi sono dei “nativi digitali” e hanno a disposizione tutti gli strumenti e le conoscenze tecnologiche per confrontarsi con ciò che trovano in rete, ma non sono così preparati a livello psicologico. I genitori, al contrario, spesso sono ancora dei neofiti del web e non riescono a comprendere ciò che accade ai figli quando hanno in mano il loro smartphone. È quindi indispensabile saper cogliere i primi segnali d’allarme (utilizzo di indumenti larghi per nascondere la perdita di peso, iperattività fisica,
tendenza a mangiare da soli) per rivolgersi tempestivamente al medico, che deve essere adeguatamente formato per affrontare tutta una nuova panoramica di disturbi alimentari: non solo anoressia e bulimia, ma anche ortoressia (l’esagerata attenzione per la qualità del cibo), la drunkoressia (la restrizione delle calorie in modo da poter consumare più alcol senza aumentare di peso) e la bigoressia (la preoccupazione cronica di non essere abbastanza muscolosi che induce alla dipendenza dall’esercizio fisico).

Il dottor Stefano Lagona è responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e
trattamento”, realizzato in partnership con Consulcesi Club. “I disturbi del comportamento alimentare: inquadramento diagnostico e trattamento” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è sviluppato in tre moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 3 crediti ECM

Blockchain e futuro della sanità: un libro a firma Andrea e Massimo Tortorella

Quello delle criptovalute è un mondo ancora forse sconosciuto ai più ma decisamente interessante e ricco di spunti. Che quella che stiamo vivendo sia una rivoluzione digitale in piena regola è cosa abbastanza nota, ciò che ignoriamo ancora però è la matrice della grande potenzialità che questa rivoluzione può avere.

Ad aiutarci a comprendere più a fondo cosa significa oggi affidarsi alle innovazioni tecnologiche del digitale ci pensa un saggio, uscito nel mese di maggio, a firma di Andrea e Massimo Tortorella, rispettivamente CEO di Consulcesi Tech e Presidente di Consulcesi Group: “Cripto-svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro”

Il libro si avvale di numerosi contributi dei più  importanti esperti del settore, come ad esempio Edward Luttwak che ne ha firmato la prefazione e Davide Casaleggio della Casaleggio Associati. Il saggio analizza la nascita delle criptovalute concentrandosi però sulla “tecnologia” attraverso cui esse “funzionano” e cioè la Blockchain, scoprendone attitudini e potenzialità del tutto nuove fruibili anche da un settore complesso ed apparentemente lontano come quello sanitario.

Durante la presentazione del libro, Massimo Tortorella si è così espresso parlando di Blockchain: “La Blockchain parte dalle criptovalute ma è alla base di una nuova rivoluzione tecnologica che avrà un impatto enorme anche in campo sanitario: pensiamo, ad esempio, ai farmaci. Oggi, milioni di farmaci contraffatti vengono venduti online.

Grazie alla Blockchain questo sarà impossibile perché l’intera filiera sarà controllata. I vantaggi che la cosiddetta ‘catena dei blocchi’ porterà all’intero sistema sanitario sono numerosissimi. Noi siamo già al lavoro grazie a Consulcesi Tech, la nostra divisione hi-tech specializzata in soluzioni all’avanguardia legate alla Blockchain“.

Ciò che gli autori del libro intendono trasmettere (anche ai profani del settore digitale) è l’idea secondo cui la tecnologia digitale al servizio della sanità è non solo auspicabile ma necessaria al fine di combattere alcune criticità che ad oggi investono l’ambiente sanitario. Ad esempio, tramite la “catena a blocchi” sarà possibile tracciare i farmaci, prevenire l’alterazione dei trial clinici, rispettare l’aderenza terapeutica e molto altro ancora.

“Cripto-svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro” è edito da Paesi Edizioni ed è stato fortemente voluto da Consulcesi Tech, spin off della Consulcesi Group, la più grande realtà europea dedicata ai professionisti del settore medico-sanitario, che include aziende leader nel settore ICT, nel digital healthcare, nell’ambito della consulenza legale e delle assicurazioni. Consulcesi Tech è leader in materia di Blockchain e Cybersecurity ed è particolarmente attiva anche nel settore del risparmio energetico. Ha ricevuto inoltre il riconoscimento dal Ministero dell’Economia della Repubblica di Moldavia come collaboratore nello sviluppo del suo Parco Tecnologico per l’Innovazione.

Causa medici specialisti 1993-2006

IL QUADRO NORMATIVO

La vicenda dei medici specialisti dal 1993 al 2006 prende origine dalle normative approvate dalla comunità europea (direttive75/362/CEE 75/363/CEE 82/76/CEE) che prevedevano una serie di linee guida per la formazione dei medici volte ad uniformare la preparazione a livello europeo, nonché a stabilire la necessità
di un’adeguata remunerazione per le prestazioni svolte.
La nuova normativa avrebbe dovuto essere attuata a partire dal 1 gennaio 1983, ma l’Italia con estremo ritardo la rese operativa solo con il d.lgs. 257 del 1991. Dunque, solo a partire dalla data di entrata in vigore di tale decreto gli specializzandi iniziarono a percepire una borsa di studio di circa 11.000 euro l’anno, adempiendo agli obblighi di frequenza obbligatoria e di monte orario minimo.
Successivamente per rendere più organica la trattazione della materia veniva emanata la direttiva quadro 93/16/CE che sostituiva tutte le precedenti con lo scopo di riorganizzare la materia. L’Italia recepiva tale direttiva e le successive che l’avevano modificata (97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE, 99/46/CE) con il d.gls.
368/99. La nuova normativa cambiava sostanzialmente le condizioni dei medici specializzandi, e prevedeva contestualmente l’abrogazione del d.lgs. 257/1991. I medici durante il corso avrebbero dovuto essere inquadrati in uno specifico contratto di formazione-lavoro (poi solo formazione) da stipularsi con l’università e, pertanto, non avrebbero più preso solamente una borsa di studio, come era accaduto sino ad allora, ma una vera e propria remunerazione comprensiva di contributi assistenziali e previdenziali, nonché il
riconoscimento dell’anzianità di carriera. Il compenso mensile avrebbe dovuto essere pari al 75% di quello ordinario previsto per il settore sanitario.
Il Decreto legislativo 368/99 rimaneva però sospeso per quasi un decennio a causa della mancanza di fondi.
Infatti, l’art. 46 infatti prevedeva che gli artt. 39 e 41 relativi alla copertura economica sarebbero entrati in vigore solo dopo l’approvazione di un’apposita normativa che autorizzava le risorse economiche. Con il successivo d.gls. 517/99 la sospensione dell’operatività degli artt. 39 e 41 veniva estesa anche agli artt. 37 e 42 bloccando così di fatto anche l’applicazione dei contratti di formazione.
Solo con la legge finanziaria del 2006 le norme sospese venivano sbloccate e dunque a partire dall’a.a. 2006/2007, con l’ulteriore recepimento della direttiva 05/36/CE (con la legge comunitaria 13 del 2007) che abrogava e sostituiva la 93/16/CE il quadro normativo era completo ed in linea con le richieste comunitarie.
Pertanto dal 2007 dopo l’approvazione di tre ulteriori Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in data 3 marzo, 6 luglio e 2 novembre l’Italia ha effettivamente recepito tutte le normative comunitarie in materia
di specializzazioni mediche.
In virtù di quanto esposto è evidente che a carico dello stato Italiano ci sia innanzitutto una responsabilità derivante dall’inadempimento degli obblighi comunitari. Le linee guida indicate dalla comunità europea sono
state attuate nel nostro paese con notevole ritardo e non nei confronti di tutti i destinatari. Inoltre, le inadempienze dello Stato hanno determinato un’evidente discriminazione a danno dei medici che dal 1993 in poi hanno percepito solo la borsa di studio da 11.000 euro, senza nemmeno la rivalutazione al tasso
annuale di inflazione. Infatti, lo svolgimento del corso di specializzazione in termini di modalità e impegni era identico a quello di coloro che si sono immatricolati a partire dal 2006, ciò nonostante questi ultimi avevano
avuto una remunerazione mensile di circa 26.000 euro e un contratto di formazione con tutti i vantaggi previdenziali e assistenziali connessi. Non si condividono le difese delle Amministrazioni secondo le quali le
previsioni del d.lgs. 368/99 modificavano il precedente regime, ma non obbligavano a renderlo uniforme con effetto retroattivo poiché l’adempimento degli obblighi comunitari era già avvenuto con il d.lgs. 257/91.
Tenuto conto del principio dell’adeguatezza del compenso stabilito dalle direttive europee, nel caso di specie con gli articoli da 37 a 39 del D.Lgs. n. 368 del 1999, in espressa attuazione della Direttiva 93/16, lo Stato italiano ha stabilito proprio quella misura di compenso adeguato, la determinazione del quale gli era stata
demandata dalla Direttiva.
Dunque il corrispettivo ivi istituito rappresenta, inoppugnabilmente, la quantificazione monetaria proprio di quell’adeguatezza alla quale allude in modo incondizionato e sufficientemente preciso la Direttiva.
Con la conseguenza che la Repubblica non poteva, da un lato rendere concretamente operante per gli specializzandi la previsione delle fonti europee in tema di diritto ad un compenso adeguato e, dall’altro, differire (esclusivamente per ragioni di compatibilità finanziaria, rese palesi dall’articolo 46 del menzionato D.Lgs. n. 368 del 1999) l’attribuzione del relativo trattamento.
In altri termini, non poteva lo Stato, il quale ha attuato e reso operante il precetto dell’adeguatezza del compenso, con la stessa legge, all’articolo 46, nonché con i successivi interventi rappresentati dal D.Lgs. n. 517 del 1999 e 266/2005, differire la corresponsione del compenso adeguato per proprie ragioni di compatibilità finanziaria (segnatamente, la capienza del fondo all’uopo destinato, istituito dall’articolo 6, comma 2, della L. 29 dicembre 1990, n. 428).

LA GIURISPRUDENZA

Numerose pronunce in questi anni hanno dato ragione ai medici specialisti 93-06 secondo tale ultima prospettazione (Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 22-04-2015, n. 8243; App. Roma Sez. lavoro, Sent., 18-02-2014, causa n.r.g. 3342/2011; Trib. L’Aquila, 20 dicembre 2013, n.r.g. 1525/2007, Corte di Appello di Roma, Sezione
I civile, sentenza n. 5566/2015 dell’08-10-2015, Corte di Appello di Torino, sentenza n. 961/2016, dell’8 giugno 2016), di contro altre decisioni sono di senso opposto. Quindi il quadro giurisprudenziale al momento non è ancora stabilmente definito e consolidato. Recentemente hanno avuto risonanza mediatica due sentenze della Corte di Cassazione che hanno rigettato la domanda di alcuni medici, le quali, tuttavia, non hanno affrontato tutte le questioni aperte dell’annosa questione.
La sentenza della Corte di Cassazione 4449/18 scaturisce da una causa incardinata per l’accertamento dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con l’Università, che tuttavia non è oggetto specifico della
stragrande maggioranza del contenzioso in atto il quale si fonda sulla inadeguata attuazione delle direttive comunitarie e sulla disparità di trattamento.
Nella successiva ordinanza n. 6355/18 della Corte Cassazione, invece, è stata affrontata solamente la questione dell’inadempimento dello stato italiano (in sostanza la Cassazione ha precisato che l’inadempimento è cessato con l’emanazione del D.lgs. 257/1991 e non riguardava le successive normative),
senza entrare nel merito delle disparità di trattamento fra i medici che dopo il 93 hanno continuato a percepire la borsa di studio e quelli che dal a.a. 2006/2007 hanno avuto il contratto di formazione.

Peraltro tale decisione e solamente la prima che affronta direttamente tale argomento, sicchè non si può sostenere che vi sia una consolidata interpretazione sulla questione dei medici specialisti 93-06.
Del resto, proprio in tema di responsabilità dello Stato per mancata attuazione delle direttive comunitarie per le specializzazioni mediche anche in altre occasioni vi sono state pronunce contrastanti fra le diverse
sezioni della Corte di Cassazione ed anche all’interno della medesima sezione, con richiesta di intervento interpretativo della CGUE.
La causa dei medici specialisti oggi è più che mai attuale e anche se il panorama giurisprudenziale non è costante e netto come quello di altre cause collettive bisogna agire per fare in modo che si affermi una giurisprudenza definitivamente favorevole. I risultati potrebbero non essere immediati, ma l’esperienza insegna che quando come in questo caso il diritto è concreto e legittimo, chi la dura la vince!

L’ATTIVITÀ FISICA GIUSTA PER OGNI TIPO DI MEDICO

Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, ed il circuito Fitness Network Italia lanciano la guida per il fitness a misura di camice bianco

Pilates, walking, striding, zumba: qual è l’attività sportiva più adatta ai medici? Dipende dalla specializzazione. Se di solito sono i camici bianchi a “prescrivere” ai pazienti di fare più movimento per dimagrire, vincere la pigrizia e scaricare lo stress, stavolta è Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, insieme al circuito Fitness Network Italia, a stilare una vera e propria guida per orientare i professionisti sanitari nella scelta sportiva più adatta.

PILATES E YOGA PER MEDICI DI MEDICINA GENERALE E GINECOLOGI. Un approccio “Body & mind”, che comprende anche la ginnastica dolce o posturale e il risveglio muscolare, aiuta medici di base e ginecologi a liberarsi dallo stress, correggere la postura, riprendere l’attività dopo tanto tempo, prevenire dolori articolari o allenarsi anche avendo patologie specifiche.
GYROKINESIS IDEALE PER GLI ORTOPEDICI. Nello stesso ambito la Gyrokinesis è invece l’ideale per gli Ortopedici perché il metodo lavora su tutto il corpo e si sviluppa attraverso i movimenti naturali della colonna vertebrale: avanti, dietro, destra, sinistra, torsione destra, torsione sinistra e movimento circolare. Il tutto donando forza, flessibilità ed equilibrio.
STRIDING, WALKING E INDOOR CYCLING PER RILASSARE I CHIRURGHI. Sono tutte attività caratterizzate da un discreto impatto fisico, che aiutano comunque a rilassarsi e a svuotare la mente. Le lezioni vengono, infatti, spesso accompagnate dalla proiezione di ambienti naturali su maxi schermi.
CORSI DI AUTODIFESA PER IL MEDICO OSPEDALIERO A RISCHIO AGGRESSIONI. L’escalation di aggressioni al personale medico-sanitario mette a serio rischio l’incolumità soprattutto di chi lavora in ospedale. Grazie a corsi specifici come quelli di Krav Maga, tecnica di autodifesa di origini israeliane che si concentra anche sulla protezione di terze persone, il medico ospedaliero
aumenterà la propria autostima e la sicurezza in sé stesso.
ANESISTISTI-RIANIMATORI LIBERI DALLO STRESS A RITMO DI ZUMBA. Gli anestesisti-rianimatori si trovano spesso a dover gestire emergenze accumulando notevoli carichi di stress: per liberare la mente (e bruciare calorie) possono dedicarsi alla zumba oppure allentare la tensione frequentando un corso di aerobica. Proprio con l’obiettivo di promuovere il fitness per migliorare salute e benessere dei camici bianchi, Consulcesi Club ha studiato un nuovo servizio dedicato ai suoi oltre 100mila medici attraverso una partnership con Fitness Network Italia (FNI), presente in 11 regioni italiane (Lazio, Basilicata, Campania,
Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana e Venete) con 74 palestre affiliate.

Violenza sulle donne, un corso FAD per intervenire

La violenza sulle donne è un tema delicato, purtroppo ricorrente e che merita di essere trattato con la giusta riconoscenza e serietà. Dati alla mano, in Italia, nel corso del 2017, i femminicidi hanno raggiunto il 25% del totale degli omicidi e anche questo 2018 non è iniziato sicuramente meglio. L’ultimo caso in ordine di tempo si è verificato infatti il 28 febbraio scorso a Cisterna di Latina, quando un uomo ha ferito gravemente sua moglie, ucciso le sue due figlie e posto fine alla sua vita, suicidandosi. Una tragedia a cui siamo ormai abituati e che, incredibilmente, non fa quasi più notizia e che invece, dovrebbe continuare a farci riflettere affinchè possano essere trovate soluzioni adeguate e reali in grado di limitare simili delitti.

Consulcesi, gruppo leader nel settore legale in ambito sanitario, da sempre attenta e vicina alle problematiche della nostra società, sta seguendo questo monito, quello cioè del riflettere e  “far riflettere” senza lasciare nulla al caso, lanciando, in occasione della recente Festa della Donna, un progetto di formazione dedicato soprattutto ai medici di base.

Perché i medici? Perché rappresentano una figura di riferimento in ciascuna famiglia e grazie alle competenze giuste, potrebbero essere in grado di captare situazioni particolari su cui intervenire. I medici di base dovranno assumersi l’onere ed il privilegio di diventare delle vere e proprie sentinelle anti-abusi, partendo dal quadro clinico e psicologico delle pazienti per capire laddove possano esserci problemi di violenza e contrastarli. Perché si, esistono dei segnali molto chiari che possono aiutare a comprendere quando una donna è vittima di violenza e l’obiettivo di Consulcesi è quello di trasformare quei campanelli di allarme, in vera e propria prevenzione. E l’unico modo per farlo è partire ovviamente dalla formazione.

Il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club, ha lanciato, grazie al lavoro del criminologo Vincenzo Mastronardi, il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “Disturbo dissociativo dell’identità e situazioni di rischio”. Il corso è gratuito e disponibile online al sito www.corsi-ecm-fad.it e rappresenta un vero e proprio compendio descrittivo di tutti quegli alert che si attivano in presenza di una donna maltrattata. Quali sono i segnali che una donna vittima di violenza può lanciare?

Tre aspetti in particolare sono “visibili” e parliamo di depressione, mutismo, sguardo fisso e perso ma ce ne sono moltissimi altri che si evidenziano durante il colloquio con la persona e l’osservazione degli atteggiamenti sociali:

  • Legame conflittuale con le proprie figure di attaccamento e assenza di fiducia nei confronti di queste;
  • Ha subìto esperienze in età infantile di maltrattamento o abuso;
  • Modelli familiari e/o sociali in cui prevalgono atteggiamenti di sottomissione;
  • Dipendenza economica
  • Isolamento a livello sociale

La domanda che spesso, anzi sempre, si rivolge a chi è stata vittima di violenza (e per fortuna ce l’ha fatta), è: perché non hai denunciato?

E’ forse questo il quesito più drammatico da rivolgere ma indagarne i meccanismi è necessario. Le donne vittime di violenza non denunciano soprattutto per non creare una situazione di cambiamento: a livello psicologico l’astenersi dalla denuncia rappresenta un meccanismo di difesa a protezione di uno stato di equilibrio a cui la vittima si è adattata. Fuggire da questo significherebbe mettere in discussione quell’equilibrio e l’intera propria esistenza. Il corso FAD analizza ogni aspetto di questi disturbi dissociativi, nell’arco di 5 lezioni evidenziando le necessarie strategie di colloquio psichiatrico nonché le possibili terapie. Il corso, curato dal Professor Vincenzo Mastronardi (titolare della cattedra di Psicopatologia Forense presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Roma “La Sapienza”, direttore del Master di I livello in Criminologia, Scienze investigative e Strategiche per la Sicurezza)  assegna inoltre 6 crediti formativi.

In abbinamento al corso FAD, come da consuetudine Consulcesi, un film, “Echoes” cortometraggio diretto da Andrea La Mendola e già vincitore di numerosi premi in prestigiose rassegne internazionali. Il film racconta la storia di un uomo afflitto da disturbo di personalità che si trova a dialogare con il suo alter-ego allo specchio nel tentativo di ricostruire l’omicidio della sua fidanzata misteriosamente assassinata.

Per tutte le info:

[email protected] | 340.8293082 | 06.45218235

 

 

Natale senza stress (e con qualche kg in meno) grazie a zenzero, cioccolato e frutta secca

Il decalogo dell’endocrinologa

I dieci consigli della dottoressa Serena Missori al centro del corso di Consulcesi Club per medici e pazienti

Il corso FAD “Antistress: teoria e pratica” nella “Top 10” dei corsi del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione preferiti dai medici per completare la formazione obbligatoria a poche settimane dalla scadenza della proroga del 31 dicembre 2017

Con l’approssimarsi delle feste natalizie si avvicinano anche le immancabili abbuffate del periodo, unite allo stress legato alla ricerca del regalo perfetto e all’organizzazione di interminabili pranzi e cene in famiglia. Per vivere questo periodo in serenità, senza appesantire la linea, il provider ECM 2506 Sanità in Formazione e la dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, autrice del libro “La dieta dei biotipi”, lanciano un apposito decalogo, in collaborazione con Consulcesi Club.

1. QUALCHE PORTATA IN MENO FA BENE AL GIROVITA (E ALL’UMORE).
Durante le feste mangiamo effettivamente troppo rispetto alle nostre reali esigenze; scegliamo, piuttosto, di dare più valore al cibo non eccedendo e non sprecandolo. Mangiare il giusto e prediligere la compagnia alle abbuffate, ci farà sentire meglio sia mentalmente che fisicamente.

2. NO AL DIGIUNO PRE-ABBUFFATE.
Inutile (e controproducente) digiunare prima delle abbuffate perché in tal modo il corpo avrà una voracità esagerata che farà accumulare tante scorte di grasso facendoci mangiare di più.

3. ACQUA E LIMONE PER QUALCHE GOLOSITÀ IN PIÙ.
Assaggiamo pure tutto ciò che ci aggrada e possiamo mangiare, senza abbuffarci con ogni portata e sorseggiando acqua e limone fra l’una e
l’altra per favorire la digestione.

4. LA CIOCCOLATA RISCALDA E FA DIMAGRIRE.
Cioccolata e Natale, binomio indissolubile e persino salutare, soprattutto se scegliamo quella fondente e al peperoncino. Un quadratino per una pausa golosa ci scalderà ed attiverà il metabolismo grazie al cacao che aiuta a dimagrire.

5. ZENZERO, LA SPEZIA NATALIZIA CHE FA BENE.
Lo zenzero ha ottime proprietà digestive, aiuta a migliorare l’assorbimento dei cibi. Favorisce la perdita di peso e il miglioramento dei marker
di invecchiamento e stress.

6. STOP AI FALSI MITI SULLA FRUTTA SECCA.
Mandorle, noci e nocciole sono immancabili protagoniste delle tavole imbandite per Natale, ma puntualmente vengono accusate di far ingrassare. La verità è che la frutta secca è ricca di sostanze nutrienti importanti, come vitamine, minerali, acidi grassi omega 3 e, se consumata nelle giuste quantità, aiuta a dimagrire perché dà un profondo senso di sazietà e di gratificazione del palato.

7. NON DIMENTICARE LE PROTEINE.
Anche durante le feste è importante continuare ad assumere la giusta quota proteica giornaliera, ad esempio iniziando la giornata con le uova strapazzate.

8. SÌ AI BRINDISI MA CON MODERAZIONE.
I tradizionali brindisi sono praticamente d’obbligo a Natale e Capodanno: l’importante è limitare le quantità di alcolici e ricordarsi di bere molta acqua, almeno due litri al giorno.

9. MUOVERSI! ANCHE A NATALE.
Per arginare le conseguenze degli stravizi festivi, è consigliabile fare almeno 15 minuti di attività fisica nei giorni in cui si mangerà di più

10. CONTRO LO STRESS, DIRE DI NO.
Per ridurre lo stress tipico delle vacanze, è importante limitare gli obblighi tipici del periodo. Per esempio, dire di no a feste a cui non si vuole partecipare, o ridurre le tradizioni familiari se si ha bisogno di relax e riposo. Meglio, per rilassarsi, stilare una lista di cose da fare che piacciono: meditare, fare yoga e, perché no, allenarsi.

La dottoressa Serena Missori è responsabile scientifica del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “Antistress: teoria e pratica”, in partnership con Consulcesi Club e in collaborazione con il dottor Alessandro Gelli, docente di Eziologia, Psicofisiologia e gestione dello Stress. Il corso fa parte della “Top 10” degli oltre 150 corsi del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, a cui di recente è stato assegnato dall’Annuario della Formazione in Sanità il primo posto della classifica “The Best Provider Ecm 2016” nella categoria “Formazione a Distanza FAD”.

“Antistress: teoria e pratica”, on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è sviluppato in tre moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 4 crediti ECM, utili a completare l’obbligo formativo per il triennio
2014-2016, in scadenza (dopo l’anno di proroga) il 31 dicembre 2017.

LA TOP TEN DEL PROVIDER ECM 2506 SANITÀ IN-FORMAZIONE

1. BLSD – PBLSD e Manovre di disostruzione
2. Acido o base? L’equilibrio vitale per l’uomo
3. Disfagia
4. Stress lavoro correlato nelle professioni sanitarie
5. Abilità di counseling in ambito sanitario
6. Ricostruzione mammaria post oncologia
7. Antistress: teoria e pratica
8. Filmtherapy: l’uso del mezzo filmico come strumento di insight
9. La prova del danno alla salute, il ruolo della consulenza tecnica d’ufficio: cosa cambia dopo la legge
Gelli
10. Fondamenti di medicina tradizionale cinese – campi di applicazione